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Annunziante il Regno di Geova
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Venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo cosi in terra.
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L'argomento del mese di Maggio

Cosa insegna la Bibbia riguardo alle festività religiose?

 
 
    Uno sguardo sul calendario religioso, sia ortodosso che cattolico o di un'organizzazione protestante, fa notare che alcuni giorni sono più importanti, essendo dichiarati come “feste cristiane”, alcune delle quali godono di grande popolarità.
    Così, basandosi sulla tradizione, “i cristiani dichiarati” celebreranno tanti “santi”, e se capita che il nome di qualcuno è identico al “santo” celebrato, in quel giorno, si festeggia anche l'onomastico. Dopo aver frequentato un servizio religioso, segue un pasto ricco, pieno di cibo e bevande in compagnia dei stretti (famigliari, parenti, amici e altri ospiti), e alla fine tutto degenera nello spirito caratterizzato da eccesso di cibo e bevande, musica rumorosa e balli, e, in alcuni casi, stupide parole, ubriacate e altro.
    Sono davvero queste feste e anniversari gradite a Dio e richieste da Lui? Ci avvicinano di più a Dio e alla sua verità o ci portano nello spirito del mondo decaduto, nelle passioni, vizi, eccessi, idolatria, la fornicazione, sazietà, insulti e altre caratteristiche delle tenebre?
    É vero che quei “cristiani” che praticano tali celebrazioni e rispettano i costumi e la tradizione, potrebbero attirare l'attenzione verso le prediche o liturgie svolte in questi giorni, tramite quali, dicono loro, siamo incoraggiati, avertiti e consigliati di fare quello che ha fatto il rispettivo “santo” celebrato. Ma si risume una festa soltanto a ciò? É normale o giusto per un cristiano avere una vita diversa in alcuni giorni e negli altri il suo modo di vita non importa più? E' proprio chiesto ai cristiani di celebrare certi giorni o festività?
    Coloro che testimoniano di essere cristiani dovrebbero studiare la Parola di Dio, cioè la Bibbia, ed esaminare tutto, per garantire che ciò che stanno facendo o seguendo sia in armonia con la volontà di Dio per compiacerlo. “esaminando che cosa sia gradito al Signore. Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele;” - Efesini 5: 10-11.
    La nostra fede non dovrebbe basarsi su costumi o tradizioni, ma sulla parola di Dio e Suo Spirito Santo. Gesù Cristo, al quale noi guardiamo come la guida perfetta della nostra fede, ha detto: “Ma l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori.”. - Giovanni 4:23. Così, mediante il Suo Spirito o la Sua forza attiva, e tramite “la verità della sua parola”, Dio mediante Gesù Cristo attira a sé le persone. - Giovanni 6:44; 17:17.
    Sempre la Bibbia, la parola di Dio, risponde quante persone sono attratte così a Dio il Padre. “Egli attraversava città e villaggi, insegnando e avvicinandosi a Gerusalemme. Un tale gli disse: «Signore, sono pochi i salvati?» Ed egli disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché io vi dico che molti cercheranno di entrare e non potranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, stando di fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici”. Ed egli vi risponderà: “Io non so da dove venite”. Allora comincerete a dire: “Noi abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza, e tu hai insegnato nelle nostre piazze!” Ed egli dirà: “Io vi dico che non so da dove venite. Allontanatevi da me, voi tutti, malfattori.” Luca 13:22-27.
    Quindi, attratti all'adorazione nello spirito e verità sono pochi, “una minoranza”. Questo ci fa credere che non tutti coloro che si professano cristiani, sono veri cristiani, anche se a volte serbano alcune feste e frequentano servizi religiosi.
    Lo stesso Gesù risponde a coloro che praticano un culto formale, solo di facciata: “Non chiunque mi dice: “Signore, Signore!” entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: “Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demoni e fatto in nome tuo molte opere potenti?” Allora dichiarerò loro: “Io non vi ho mai conosciuti;allontanatevi da me, malfattori!” «Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo avveduto che ha costruito la sua casa sopra la roccia. La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno investito quella casa; ma essa non è caduta, perché era fondata sulla roccia. E chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica sarà paragonato a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno fatto impeto contro quella casa, ed essa è caduta e la sua rovina è stata grande». Quando Gesù ebbe finito questi discorsi, la folla si stupiva del suo insegnamento, perché egli insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro scribi.” - Matteo 7: 21-29.
    Alla luce di questa descrizione non è sorprendente che la maggior parte dei “cristiani dichiarati” praticano l'adorazione formale basata sulle tradizioni simili a una casa costruita sulla sabbia, che non regge durante le intemperie, ma crolla. Invece, non è facile scavare nella parola di Dio e sforzarsi di compierla, ma è una cosa saggia fatta con ragione e discernimento, una cosa che rimane e resiste nei tempi.
    Quindi, la nostra fede deve essere costruita sulla roccia degli insegnamenti della parola di Dio. L'apostolo Paolo avverte i cristiani di non lasciarsi ingannare dalla vana filosofia, secondo le tradizioni degli uomini, secondo gli insegnamenti del mondo, e non secondo Cristo. “Guardate che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vani raggiri secondo la tradizione degli uomini e gli elementi del mondo e non secondo Cristo;” - Colossesi 2: 8. Lo stesso Apostolo è rimasto stupito come alcuni cristiani, avendo conosciuto Dio, e Dio avendo conosciuto loro, sono tornati a quei insegnamenti deboli e miserabili, a quale volevano rendersi nuovamente osservando giorni, mesi stagioni e anni. “Ma ora che avete conosciuto Dio, o piuttosto che siete stati conosciuti da Dio, come mai vi rivolgete di nuovo ai deboli e poveri elementi, di cui volete rendervi schiavi di nuovo? Voi osservate giorni, mesi, stagioni e anni!” - Galati 4: 9,10.

    Hanno le feste la loro origine nella Bibbia - la Parola di Dio?

    Nei tempi antichi, Dio scelse un popolo come Sua eredità. Questo popolo è stato la nazione d'Israele, i discendenti naturali di Abramo, Isacco e Giacobbe, uomini di fede. A questo popolo Dio diede la Sua legge, con tutte le sue esigenze. In questa legge Dio ha previsto alcune feste importanti come: il sabato, la pasqua, la festa del raccolto o di Pentecoste, la festa delle Capanne, e altre. Tutte queste celebrazioni sono state caratterizzate come sante convocazioni dove era letta la legge di Dio per meditare successivamente. Durante queste celebrazioni, gli Israeliti dovevano fare una preparazione speciale, proprio come esigeva la legge di Dio: astenersi dal lavoro, dal sacrificio degli animali, dai cibi e bevande, tutte volontariamente come un simbolo al compimento di una promessa davanti a Dio. Così, rispettando profondamente la legge di Dio, nessuno si dedicava agli eccessi di cibo e bevande, divertimenti e parole vergognose, passioni e dissolutezza; furono giorni onorati e custoditi con rispetto e santità.
    Questi sono stati giorni e feste accettate, approvate e gradite da Dio. Fin quando gli Israeliti dovevano osservare queste feste?
    All'atto della loro nomina, sono state date attraverso una “legge eterna”. Anche se il tempo in cui avrebbero dovuto essere piene di senso e significato non è stato reso noto in anticipo da Dio, però, uno studente della legge di Dio, l'apostolo Paolo ci dice che la legge, che include anche le prescrizioni dei festeggiamenti, era solo un'ombra delle cose buone, a venire, che sarebbero avvenute come una realtà.
    Il sabato, caratterizzato dall'astensione dal lavoro, quindi un giorno di riposo, ha rappresentato la grande giornata di riposo di Dio, dove sono invitati a partecipare tutti coloro che sentono la voce del Vangelo. Accettare oggi la buona notizia, significa un assaggio in anticipo del riposo della settima migliaia di anni o regno millenario di Cristo, quando la creazione umana sarà completamente liberata dalla schiavitù del peccato, dell'oppressione, dalla morte e dalla decomposizione. - Ebrei 4: 1-11.
    La pasqua, caratterizzata dall'uccisione di un agnello di un anno senza difetto e di mangiare la sua carne con pane senza lievito accompagnato da erbe amare, rappresentava il grande sacrificio di Gesù, perché di lui ci dice: “«Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!” o, “Poiché anche la nostra Pasqua, cioè Cristo, è stata immolata.” - Giovanni 1: 29; 1 Corinzi 5: 7. La Pasqua si adempì in Gesù Cristo e il suo sacrificio. Serbarla ulteriormente, anche se, in quel modo originale, significherebbe una mancanza di apprezzamento riguardo al sacrificio di Cristo, cosa essenziale che produce il perdono del peccato e della salvezza.
    La pentecoste (la festa del raccolto) ha sottolineato il raduno da questo mondo peccaminoso, di un popolo per il nome di Dio, come primizie per Dio e per Agnello. - Atti 3: 14; Apocalisse 14: 1-3. Questo raduno ha avuto inizio con la prima effusione dello Spirito Santo, il giorno di Pentecoste a cinquanta giorni dopo la morte di Gesù.
    La Festa dei Tabernacoli era una promemoria che gli Israeliti erano un popolo nomade che ha vissuto nelle tende. Ha servito e serve come ombra per i veri cristiani che li ricorda di essere stranieri e pellegrini in questo mondo, e come persone di fede, attendono il regno di Dio, la città dalle salde fondamenta e di cui architetto e costruttore è Dio.
    Anche se gli israeliti serbarono queste feste o giorni santi, i cristiani non si trovano sotto gli obblighi di quel patto, quindi non è più necessario festeggiare, perché essi non vivono più sotto la legge ma sotto la grazia, cioè, la bontà immeritata di Dio che porta riconciliazione e perdono tramite la fede. - Romani 6: 14; 3: 21,22.
    Lo stesso apostolo Paolo, nella stessa lettera indirizzata ai romani, mostra che quando qualcuno considera un giorno migliore di un altro o fa una distinzione tra i giorni e lo fa per il Signore, è giusto e non può essere giudicato perché alla fine darà conto davanti a Dio. - Romani 14: 5,6,21. Ma il fatto che questa distinzione tra i giorni viene associata alle religioni tradizionali con il nome di un “sacro”, ci porta il pensiero ad alcune pratiche pagane di diverse civiltà, anche precristiane, quando i popoli pagani adoravano diverse divinità.
    Il dio di questo cattivo mondo, che influisce sul mondo intero,ha steso una trappola al cristianesimo originale stabilito e iniziato da Gesù, con l'obiettivo di sporcarlo con usanze pagane e idolatre. Si noti che alcune persone, di cui le chiese 'cristiane' dichiarano che sono santi e meritano onore e serbati, essi stessi hanno rifiutato, nel tempo della loro vita onori e venerazioni dagli uomini e angeli. La Bibbia ci descrive Pietro quando si presentò a Cornelio; “Mentre Pietro entrava, Cornelio, andandogli incontro, si gettò ai suoi piedi per adorarlo. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Alzati, anch'io sono uomo!»” - Atti 10: 25,26. L'apostolo Giovanni si gettò ai piedi del angelo per adorarlo, ma l'angelo lo fermò di fare questo, dicendo: “Io mi prostrai ai suoi piedi per adorarlo. Ma egli mi disse: «Guardati dal farlo. Io sono un servo come te e come i tuoi fratelli che custodiscono la testimonianza di Gesù: adora Dio! Perché la testimonianza di Gesù è lo spirito della profezia».” - Apocalisse 19:10.
    Per quanto riguarda l'adorazione di Dio, essa non può essere fatta tramite un “santo”, ma per mezzo di Gesù Cristo, unico mediatore tra Dio e gli uomini. - 1 Timoteo 2: 5. Il culto, la gloria e l'onore sono dovute soltanto a Dio, egli non li divide con gli uomini. “Io sono il Signore; questo è il mio nome; io non darò la mia gloria a un altro, né la lode che mi spetta agli idoli.” - Isaia 42: 8
    Anche se alcune persone, con il loro comportamento o tramite le loro capacità di servire Dio, che poi Dio ispirò divinamente, e tramite quagli Dio ha mandato il Suo messaggio, sono stati santi (essere santo significa essere separato di tutto ciò che è male e peccaminoso, di essere puro e brillante davanti a Dio), non troviamo alcun comando divino per adorarli, venerarli o serbarli. Dio, il creatore, merita tutto dalle creature.
    Meditiamo adesso a Maria - la madre di Gesù - che, anch'essa è celebrata con una festa molto popolare (“Santa Maria”). Mentre Gesù parlava ad una folla, una donna ha detto ad alta voce: “Mentre egli diceva queste cose, dalla folla una donna alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti portò e le mammelle che tu poppasti!» Ma egli disse: «Beati piuttosto quelli che ascoltano la parola di Dio e la osservano!»” - Luca 11: 27,28. Così, Gesù non diede a sua madre un onore diverso né esortò i suoi discepoli a farlo. Allora, perché viene idolatrata e tante persone le danno culto?
    Un presunto argomento sarebbe la dichiarazione del angelo che disse: “E quando l'angelo fu entrato da lei, disse: «Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore è con te»; e ad alta voce esclamò: «Benedetta sei tu fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno!” - Luca 1: 28.42. Rilevano queste parole che Maria deve essere venerata e celebrata, o che dovremmo pregare Dio attraverso lei? Niente affatto! L'angelo Gabriele ed Elisabetta hanno riconosciuto il privilegio di Maria di far nascere Messia, ma la Bibbia non ci esorta a pregare lei o ad adorarla. Proprio Gesù, suo figlio, ci ha insegnato il modello di preghiera “Padre nostro”.
    E vero che Maria era vergine quando ha concepito Gesù, è anche vero che Maria ha creduto il messaggio di Gesù, ha perseverato nella preghiera insieme ad altre donne, ai discepoli e ai fratelli di Gesù. - Atti 1: 12-15. Cosi, Maria, la madre di Gesù, per l'umiltà, la fede, l'obbedienza e la pazienza nelle prove e per il grande privilegio di partorire il Messia, si merita il nostro rispetto. Ma la cosa più importante che impariamo dai racconti biblici di Maria è che lei, come madre di Gesù, adora lo stesso Dio a cui s'inchinava anche Gesù, coloro che formeranno il governo celeste di Dio, cioè a Geova. “«A colui che siede sul trono, e all'Agnello, siano la lode, l'onore, la gloria e la potenza, nei secoli dei secoli».” - Apocalisse 5: 13.
    Concludiamo dichiarando che celebrare le feste in questo modo come fanno “i cristiani” soltanto di facciata è un cosa spiacevole e sgradevole davanti a Dio. “Smettete di portare offerte inutili; l'incenso io lo detesto; e quanto ai noviluni, ai sabati, al convocare riunioni, io non posso sopportare l'iniquità unita all'assemblea solenne. L'anima mia odia i vostri noviluni e le vostre feste stabilite; mi sono un peso che sono stanco di portare. Quando stendete le mani, distolgo gli occhi da voi; anche quando moltiplicate le preghiere, io non ascolto; le vostre mani sono piene di sangue.” - Isaia 1: 13-15. “Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno, senza gozzoviglie e ubriachezze, senza immoralità e dissolutezza, senza contese e gelosie.” - Romani 13: 13 “Basta già il tempo trascorso a soddisfare la volontà dei pagani vivendo nelle dissolutezze, nelle passioni, nelle ubriachezze, nelle orge, nelle gozzoviglie e nelle illecite pratiche idolatriche.” 1 Pietro 4: 3
    L'onomastico era festeggiato soltanto dai pagani. L'esempio di Erode, che in tale circostanza, decapitò Giovanni battista è eloquente; o il faraone d'Egitto, che serbando l'onomastico impiccò il capo dei panettieri. - Marco 6:21-28; Genesi 40:20-22. Di fronte a Dio non è importante il compleanno, ma il giorno della morte. “Una buona reputazione vale più dell'olio profumato, e il giorno della morte è meglio del giorno della nascita. Vale più la fine di una cosa, che il suo principio; e lo spirito paziente vale più dello spirito altero”. - Ecclesiaste 7:1,8.
    Quindi, caro lettore, segui il consiglio biblico e fai di ogni giorno una festa! Fatti la vita una festa gradita a Dio! Come l'apostolo Paolo ci esorta: “Per mezzo di lui, {dunque,} offriamo continuamente a Dio un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome.” - Ebrei 13: 15. Mediante il profeta Isaia, lo stesso Dio eterno ci esorta: “Lavatevi, purificatevi, togliete davanti ai miei occhi la malvagità delle vostre azioni; smettete di fare il male; imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l'oppresso, fate giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova! «Poi venite, e discutiamo», dice il Signore;”- Isaia 1: 16-18.