Annunziante il Regno di Geova
Annunziante il Regno di Geova
Venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo cosi in terra.
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Memoriale di fondamento del Nuovo Mondo
 
    Geova Iddio ha collocato il fondamento per un nuovo mondo di pace e di giustizia duratura di-ciannove secoli or sono. Perciò nessuno degli attuali reggitori politici e religiosi della Cristianità può porre le fondamenta di un “mondo migliore di domani”, come lo chiamano. Le vite di milioni di per-sone massacrate nelle due guerre mondiali combattute a partire dal 1914 d.C. non provvedono alcun vero fondamento per un “nuovo mondo più bello” di pace duratura.
    Giovanni, il figlio del sacerdote giudeo Zaccaria, indicò Gesù di Nazaret come il Messia e così lo definì : “Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo !” (Giov. 1:29) Parecchie centinaia di anni prima di Giovanni, il profeta Isaia aveva paragonato il Messia che doveva venire a un agnello. La sua somiglianza ad un agnello significava che sarebbe stato ucciso, messo violentemente a morte. Isaia profetizzò: “Maltrattato, umiliò se stesso, e non aperse la bocca. Come l’agnello menato allo scannatoio, come la pecora muta dinanzi a chi la tosa, egli non aperse la bocca. Dall’oppressione e dal giudizio fu portato via; . . . era strappato dalla terra de’ viventi e colpito a motivo delle trasgressioni del mio popolo. Gli avevano assegnata la sepoltura fra gli empi, ma nella sua morte, egli è stato col ricco, perchè non aveva commesso violenze nè v’era stata frode nella sua bocca. … Dopo aver dato la sua anima in sacrifizio per la colpa.” (Isa. 53:7-10)
    Fin da prima che l’Agnello, Gesù di Nazaret, fosse crudelmente messo a morte sopra la nostra terra Geova Iddio il Grande Pastore aveva preannunziato ch’egli avrebbe avuto una schiera, ossia un corpo di fedeli seguaci che si sarebbero conformati alla sua immagine. Esiste ancora oggi un piccolo residuo di questi fedeli membri del corpo sulla terra. Cosicché le seguenti parole dall’apostolo scritte agli Efesini 1: 3,4 valgono per questo residuo del giorno presente : “Bendetto sia l’Iddio e Padre dèi nostro Signor Gesù Cristo, il quale ci ha benedetti d’ogni benedizione spirituale ne’ luoghi celesti in Cristo, siccome in lui ci ha eletti, prima della fondazine del mondo (alla morte di Cristo), affinchè fossimo santi ed irreprensibili dinanzi a lui nell’amore.” D’altronde oggi, e particolarmente dall’anno 1918 d. C. in poi, vi è una moltitudine di persone simili a pecore eh fanno del bene a quel fedele residuo; e quando la grande afflizione sarà passata, l’Agnello di Dio nella gloria del suo regno dirà a questa classe terrestre di pecore : “Venite, voi, i benedetti del Padre mio; eredate il regno che v’è stato preparato sin dalla fondazione del mondo.” (Matteo 25:34) Le benedizioni del regno furono preparate per loro sin dalla fondazione del mondo perchè l’Agnello di Dio morì non solo per “il suo corpo, che è la chiesa”, ma anche per tutti gli altri uomini che avrebbero creduto nel suo sacrifizio quale offerta per il peccato e si sarebbero dedicati a Dio mediante lui.
    L’Agnello fu immolato nel momento in cui fu posto il fondamento del giusto nuovo mondo. Questo non avvenne esattamente il giorno che Gesù di Nazaret si presentò a Giovanni Battista, verso il primo Ottobre dell’anno 29, e fu battezzato in acqua. È bensì vero che il suo battesimo doveva simbolizzare la sua morte a se stesso quale uomo per potere da quel momento in poi vivere a Dio in adempimento di tutte le profezie che erano state scritte in precedenza. In quel momento si era realizzato quello che l’apostolo Paolo descrive in Ebrei 10:4-7, dicendo : “È impossibile che il sangue di tori e di becchi tolga i peccati. Perciò, entrando nel mondo, egli dice: Tu non hai voluto nè sacrificio nè offerta [di tori o di becchi o di agnelli] ma mi hai preparato un corpo; non hai gradito nè olocausti nè sacrifici per il peccato. Allora ho detto: Ecco, io vengo (nel rotolo del libro è scritto di me) per fare, o Dio, la tua volontà.” Da allora in poi Gesù incominciò ad essere battezzato nella morte. Ma questo battesimo nella morte non terminò col suo battesimo in acqua nel fiume Giordano, com’è dimostrato dalle stesse parole da lui rivolte ai suoi discepoli Giacomo e Giovanni pochi mesi prima che venisse ucciso : “Sarete battezzati del battesimo del quale io sono battezzato.” (Marco 10:39) Poco prima, lo stesso anno, egli disse a tutti i suoi discepoli: “V’è un battesimo del quale ho da esser battezzato; e come sono angustiato finché non sia compiuto !” (Luca 12: 50) Questo battesimo nella morte non fu compiuto interamente, e perciò la sua uccisione quale Agnello non fu completata, finché fu condotto agli uccisori al Calvario e morì sul legno di tortora, il venerdì, 3 Aprile, dell’anno 33. In quel momento, quindi, fu posto il fondamento del nuovo mondo promesso da Dio. Per conseguenza Cristo Gesù può esser chiamato “l’Agnello immolato fin dalla fondazione del mondo”. Egli dovette morire affinchè quelli che otterranno la vita nei nuovo mondo possano ricevere la purificazione dal peccato nel suo sangue e possano essere perdonate le loro trasgressioni contro Dio.
    Mediante la provvidenza di Dio, Colui che è giustamente chiamato “l’Agnello immolato fin dalla fondazione del mondo” fu immolato nella carne esattamente lo stesso giorno che gl’Israeliti sgozzavano il loro agnello pasquale e lo mancavano insieme col pane senza lieviti l’anno 33 d.C. “L’Agnello di Dio” dovette morire quel giorno stesso del sacrificio della pasqua onde poter eseguire la parte di vero Agnello pasquale il cui sangue ha abbastanza valore per cancellare il peccato di tutti gli uomini che gli credono e lo accettano quale loro offerta per il peccato. La prima pasqua fu celebrata dagl’Israeliti agli ordini di Mose nel paese d’Egitto nel sedicesimo secolo avanti la nostra èra comune. I primogeniti di tutti gli uomini e del bestiame d’Egitto stavano per essere uccisi dall’angelo della morte mandato da Geova, onde abbattere l’orgogliosa resistenza di Faraone alla richiesta di Geova di lasciar liberi gl’Israeliti di uscir d’Egitto. Per ottenere che i primogeniti dei loro figli e dei loro animali domestici fossero tralasciati e risparmiati, e per dimostrare che erano degni di essere affrancati dall’Egitto coll’ubbidienza a Geova Iddio, gl’Israeliti ebbero ordine d‘immolare e di mangiare la vittima pasquale il quattordicesimo giorno del mese di Abib o di Nisan. Leggiamo : L‘Eterno parlò a Mose e ad Aaronne nel paese d’Egitto, dicendo: ‘Questo mese sarà per voi il primo dei mesi; ara per voi il primo dei mesi dell’anno. ‘Parlate a tutta la raunanza d’Israele, e dite: Il decimo giorno i questo mese, prenda ognuno un agnello per famiglia, un agnello per casa. ... Lo serberete fino al quattordicesimo giorno di questo mese, e tutta la raunanza d’Israele, congregata, lo immolerà sull’imbrunire [margine: fra le due sere]. E si prenda del sangue d’esso, e si metta sui due stipiti e sull’architrave della porta delle case dove lo si mangerà. E se ne mangi la carne in quella notte; si mangi arrostita al fuoco, con pane senza lievito e con dell’erbe amare.” — Esodo 12:1-8.
    Gesù sapeva che, alla sua morte quale Agnello di Dio, la cena giudaica della pasqua seguita dai sette giorni di festa del pane senza lievito, sarebbe passata fuori d’uso, sarebbe divenuta antiquata. Non sarebbe più potuto servire come “ombre di migliori cose a venire”, poiché la cosa buona, il migliore sacrifizio, Cristo Gesù, era venuto in realtà ed era morto come fondamento per il nuovo mondo di giustizia. Continuare a celebrare la pasqua sarebbe equivalso ad attribuire più valore all’om-bra che alla cosa sostanziale. Sarebbe stato palesare mancanza di fede nella venuta di Gesù Cristo quale Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. Per conseguenza le persone che continuano a celebrare la pasqua come si celebrava in antico sono quelle che rigettano Gesù di Nazaret quale “sacrifizio più eccellente”, “la nostra pasqua”. (Col 2:16,17; Ebrei 10:1; 9: 23) Onde provvedere qualche cosa al posto della cena annuale di pasqua, qualche cosa che avesse diretto la loro fede ed il loro ricordo nella giusta direzione, Gesù istituì il nuovo memoriale. Egli insegnò ai suoi segua ad osservarlo regolarmente al tempo dovuto.
    Gesù istituì il nuovo memoriale in un momento ben definito, e cioè la sera del 14 di Nisan. Questo era l’anniversario della notte di pasqua degli Israeliti in Egitto. Quella pasqua tipica veniva celebrata una sola volta ogni anno a questa data qualunque fosse il giorno della settimana in cui venisse a cadere. Gesù è l’antitipico Agnello pasquale, ed egli istituì il nuovo memoriale in memoria di se stesso. Il tipo e l’antitipo devono concordare. L’ombra e la sostanza devono essere in armonia. In conformità Gesù morì e sparse il suo sangue il 14 di Nisan dopo aver dato principio al memoriale in memoria di se stesso. Per conseguenza, secondo le Scritture, noi dobbiamo osservare il memoriale della morte di Cristo la sera del 14 di Nisan, ossia una sola volta all’anno in questa data anniversaria, qualunque sia il giorno della settimana in cui questa data viene a cadere. Alla dichiarazione di Paolo relativamente al calice del Memoriale: “Fate questo ogni volta che ne berrete, in memoria di me”, non si può dare scritturalmente il significato che questo si debba fare frequentemente, più volte durante l’anno o parecchie volte al giorno. Paolo sapeva che la seconda venuta di Cristo Gesù avrebbe avuto luogo solo dopo molto tempo, e che perciò i suoi discepoli, anche celebrando il Memoriale una sola volta all’anno, lo avrebbero celebrato molte volte durante i numerosi anni che sarebbero passati prima della venuta del Signore.
    Per questo motivo le persone consacrate di buona volontà, le “altre pecore” del Signore, che sono cordialmente invitate ad essere presenti alla cena del Memoriale non devono partecipare e non partecipano agli emblemi. Esse rispettano l’occasione e rispettano ciò che significa con la loro presenza alla celebrazione e con l’osservare quello che compie il residuo in ubbidienza alle istruzioni del suo Capo. Ma discernono ch’essi stessi non sono membri unti del corpo di Cristo e non sono battezzati nella sua morte nè chiamati e destinati a signoreggiare con lui nel regno celeste. Partecipare agli emblemi raffigurerebbe per loro qualche cosa di non reale rispettivamente a loro stessi. Perciò non vi partecipano.
    Dato questo fatto, la cena del Memoriale cesserà un giorno di essere osservata su questa terra. Questo avverrà quando il residuo del corpo di Cristo che porta in se stesso la morte del Signore Gesù, avrà dato prova della sua fedeltà fino alla morte, terminando così il suo corso terrestre. Perciò il Memoriale non sarà più celebrato durante il regno millenario di Cristo dopo che questo residuo sarà stato riunito con lui nel regno di sopra. Il Memoriale è osservato fino alla sua venuta, per ricordare un’unica cosa, “la sua morte”, alla quale è concesso agli unti membri del suo corpo di partecipare quale privilegio di grazia avuto da Dio. Ripetiamo ancora : “Ogni volta che voi mangiate questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, FINCH’EGLI VENGA.” (1 Cor. 11:26) Questa venuta non è la sua venuta nel Regno Tanno 1914, nè la sua venuta nel tempio di Dio nel 1918 per l’opera di giudizio. È la venuta per il completamento della sua chiesa-sposa nel regno celeste per la perfetta consumazione dello sposalizio dell’Agnello di Dio colla sua sposa spirituale, la chiesa.
    I redenti del genere umano non celebreranno la cena del Signore sulla terra durante il regno millenario di Cristo colla sua “sposa”. I morti sulla terra che udranno la sua voce quale Re e che verranno fuori dai sepolcri per avere le opportunità di vita eterna sulla terra non celebreranno il 14 di Nisan ogni anno col partecipare al pane e al vino del memoriale. Neppure i fedeli dei tempi antichi che risusciteranno, da Abele a Giovanni Battista, che sono menzionati con onore nel capitolo 11 dell’epistola agli Ebrei, celebreranno in questo modo la morte di Cristo ogni anno. Nessuno di costoro sarà destinato a morire la morte di Cristo, ma vivranno sotto il regno di Cristo colla speranza di ottenere la vita eterna in una carne perfetta sopra questa terra. Le persone di buona volontà del giorno presente, le “altre pecore” del Signore, molte delle quali passeranno attraverso la distruzione mondiale di Harmaghedon senza morire, faranno parte di quell’umanità redenta che darà prova di esser degna di giustificazione per la vita eterna sulla terra mediante il sacrifizio di Cristo. Perciò l’astensione dell’umanità redenta dal mangiare e dal bere gli emblemi del memoriale della morte di Cristo ha inizio fin d’ora presso la “grande moltitudine” di persone di buona volontà del giorno presente, le “altre pecore” che il “Buon Pastore” sta oggi radunando in una sola schiera unii col suo residuo.
    Rendendosi conto che il mondo si avvicina alla si fine definitiva e che perciò la celebrazione del Memoriale non avverrà più molto sovente, apprezziamo nostro privilegio di avere il dovuto riconoscimento questa benedetta occasione ancora quest’anno e anni che potranno ancora rimanere. Ricordiamo, mentre ci troviamo all’ingresso dell’imminente nuovo mondo di giustizia, che questo è un memoriale della fondazione di quel glorioso nuovo mondo.