Annunziante il Regno di Geova
Annunziante il Regno di Geova
Venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo cosi in terra.
Questo è il sito ufficiale dell' Associazione Internazionale Testimoni di Geova

Archivio argomenti

 
Il mondo giusto si corrompe
 
    In Eden  al principio del settimo giorno creativo di Dio esisteva un mondo giusto. Era verso il 4.025 a. C. Sotto i giusti cieli vi era allora una giusta terra. Con ciò intendiamo dire qualche cosa di diverso dal pianeta terrestre e dai cieli materiali che danno all’uomo la luce naturale di giorno o di notte, il sole, la luna e le stelle. Nel simbolismo della Bibbia i cieli si usano per rappresentare coloro che abitano nel regno superiore a quello dell’uomo, cioè nell’invisibile regno celeste abitato dalle persone spirituali. La terra si usa per raffigurare la popolazione degli uomini che la abitano. Parlando a questi, Salmo 96: 10,11 dice: “Geova regna; il mondo quindi è stabile e non sarà smosso; ... Si rallegrino i cieli e gioisca la terra”. (VR e AS) Sotto questo aspetto nel giardino d’Eden vi era una terra giusta. Non soltanto era un paradiso, ma aveva giusti abitanti umani, creati nella perfezione ad immagine e somiglianza di Dio. Ogni animale, perfino il serpente, era soggetto all’uomo e alla donna perfetti. “Dio ha fatto l’uomo retto”. (Eccl. 7: 29) E vi era un cielo giusto sopra l’uomo retto. II grande Padre celeste era sopra il suo figlio e la sua figlia umani e in Eden era senza dubbio invisibilmente rappresentato dalla sua ufficiale Parola, suo Figlio unigenito, ora Gesù Cristo. Geova Dio avrebbe indubbiamente parlato alla sua creazione umana per mezzo del suo Figlio unigenito, la Sua ufficiale Parola. Non c’è il racconto di alcun altro che parlasse ufficialmente al genere umano nel paradiso d’Eden.
   L’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male Iddio Ii pianto in Eden avendo in mente L’uomo. Se alcuni uccelli e animali avessero mangiato di quell’albero della vita e dell’albero della conoscenza, non c’era da aspettarsi che con tale atto e con quel cibo essi ottenessero il diritto di vivere in eterno e la conoscenza che permettesse loro di determinare e decretare ciò che è bene e ciò che è male.
   Il primo uomo Adamo ebbe una prova in Eden e prima che la prova fosse terminata Iddio non menziono, né mostro o indicò ad Adamo l’albero della vita che era in mezzo al giardino, secondo quello che dice la Bibbia. Ma quando rammentò ad Adamo che era in una prova per mostrare se fosse degno di continuare a vivere nel paradiso di Eden, Iddio dichiaro che l’albero della conoscenza del bene e del male era un albero proibito. “E Geova Dio prese l’uomo e lo colloco nel giardino d’Eden perché lo coltivasse e ne avesse cura. E Geova Dio impose all’uomo anche questo comando: ‘Di ogni albero del giardino puoi mangiarne a volontà. Ma in quanto all’albero della conoscenza del bene e del male non ne devi mangiare, perché nel giorno in cui ne mangerai sicuramente morrai’ ”. (Gen. 2: 15-17, NW) Pertanto, l’uomo non sarebbe morto se non avesse mangiato dell’albero della conoscenza ma sarebbe morto se ne avesse mangiato quando era proibito. Adamo non fu quindi privato di alcuna cosa vitale con la proibizione di mangiarne. Riguardo alla conoscenza del bene e del male, Adamo poteva lasciarla sicuramente a Dio senza temere di essere un miserevole ignorante. Iddio diede ad Adamo la libertà di scegliere se mangiarne o no. Iddio non tento Adamo onde commettesse disubbidienza e malvagità ponendo nel giardino l’albero della conoscenza, poiché egli aveva gli altri alberi dai quali poteva mangiare a volontà; ma Dio lo incoraggiò ad ubbidire con fedeltà alla sovranità di Dio avvertendo che chi avesse mangiato il frutto proibito sarebbe stato condannato. Perciò Adamo non poteva in questo essere ingannato da alcun tentatore.
   Dopo aver dato le sue istruzioni ad Adamo e averlo avvertito contro la via che conduceva alla morte, Iddio creò per lui una moglie e la diede in isposa al suo ?glio terrestre Adamo. Allora Dio, parlando per mezzo della sua ufficiale Parola, suo Figlio unigenito, li benedisse e dichiarò il loro mandato di assoggettare la terra e riempirla di una razza devota e giusta. Senza dubbio in seguito vi furono altre occasioni nelle quali Geova Dio per mezzo della sua uf?ciale Parola parlò loro mentre camminava nel giardino alla brezza del giorno, poiché cosi dice successivamente la Sacra Scrittura. Adamo, in qualità di visibile portavoce o profeta di Geova, parlò alla moglie del frutto proibito e le diede l'avvertimento della pena di morte. Fece questo perché ella era parte del suo corpo, uno con lui, ed egli non voleva far male alla sua propria carne. Giustamente l'amava e non voleva perderla nella morte. Nessun’altra creatura era per lei profeta di Dio sulla terra, anzi un altro preteso profeta sarebbe stato sulla terra un falso e l'avrebbe condotta alla morte.
   Vi fu quindi un giorno in cui un’altra voce si udi nel paradiso d’Eden. Non era quella di Geova; non era quella di Adamo. Eva guardò l'oratore. Era il serpente, noto per la sua cautela. “Ora il serpente aveva mostrato di essere il più cauto di tutte le bestie selvatiche del campo che Geova Dio aveva fatte. Ed esso cominciò a dire alla donna: ‘E vero che Dio v’ha detto di non mangiare di ogni albero del giardino?’ Allora la donna disse al serpente: ‘Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare. Ma in quanto a mangiare del frutto dell’albero che e in mezzo al giardino, Dio ha detto: “Non ne dovete mangiare, no, non lo dovete toccare affinché non moriate” ’. E il serpente disse alla donna: ‘Voi non morrete certamente. Anzi Dio sa che nel giorno stesso che ne mangerete i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, conoscendo il bene e il male’ ”. (Gen. 3: 1-5, NW) Uhm-m-m! Per Eva questa era un'idea nuova riguardo a quell’albero.
   Ma il Creatore non aveva dotato quella creatura inferiore della facoltà di parlare e del dono del linguaggio umano. Qualcuno doveva parlare per mezzo di quel serpente, dal mondo invisibile, come un angelo fece parlare l'asina di Balaam. (Num. 22; 21-33; 2 Piet. 2: 15, 16) Chi era il vero oratore che cercava di agire come profeta più verace di Adamo e contraddiceva ciò che aveva dichiarato Dio? Non poteva essere altro che il bugiardo avversario di Dio. Avvertendo contro i falsi apostoli e profeti, Paolo avvertì i fratelli cristiani: “Il serpente sedusse Eva, con la sua astuzia, . . . E non c’è da meravigliarsene, perché Satana stesso si trasforma in angelo di luce”. (2 Cor. 11: 3, 13, 14, NW) Ma come si trovava egli nel giusto paradiso di Eden?
   I fatti di questo caso dobbiamo apprenderli da altre parti della Bibbia. Il ventottesimo capitolo di Ezechiele menziona un altro personaggio che era nel giardino di Eden. Ma tale profezia è rivolta al re di Tiro; e la città di Tiro non esisteva in Eden e il letterale re di Tiro a cui le parole son rivolte non nacque che migliaia di anni dopo. (Gios. 19:29) Ad ogni modo, il re di Tiro o la dinastia dei suoi re ebbe una condotta proditoria verso il popolo di Geova; e descrivendo la malvagità del re di Tiro Iddio adopera un linguaggio che si addice al suo sleale avversario di Eden. Poiché la condotta della casa reale di Tiro e in tal modo paragonata a quella dell'originale traditore che si oppose a Dio, considerando il linguaggio di Ezechiele 28:11-19 noi possiamo capire la deplorabile condotta del glorioso cherubino del cielo che divenne il principale oppositore di Dio e l’assassino dell’umanità.
   Il re di Tiro era senza biasimo rispetto alla nazione d’Israele dopo che s’erano stabiliti nella terra della Palestina. Non vi era iniquità nel re di Tiro che non molestava l’eletto popolo di Geova, sebbene i Tiri fossero maledetti Cananei e gli Israeliti fossero Semiti. Il re di Tiro ai giorni di Davide re di Gerusalemme era Hiram, e questo Hiram amò Davide. Infatti mandò inviati e operai perché costruissero a Davide un palazzo. Il figlio di Davide, Salomone, fece un’alleanza col re Hiram, e questo re di Tiro forni il solido legname dei monti del Libano per il tempio che re Salomone edificò a Geova. Inoltre Salomone fece venire da Tiro un artigiano chiamato Hiram, che era mezzo Tiro e mezzo Giudeo, e che fece l'intricato lavoro di ottone del tempio di Geova. E il re di Tiro aiutò a costruire  lo splendido palazzo di Salomone e procurò capitani e marinai per la ?otta di Salomone. Il re Hiram perfino chiamò Salomone “mio fratello”. (2 Sam. 5:11; 1 Re 5: 1 fino a 9 : 27; 10:11-22) Questa condotta era irriprovevole per un re pagano.
   Col passar del tempo nel re di Tiro si trovò iniquità di condotta verso l'eletto popolo di Geova. Egli si diede al commercio; si associò ai nemici d’Israele; portò oro e argento che apparteneva a Geova entro i suoi templi di Tiro, vendette i ?gli del regno di Giuda ai lontani Greci, abbandonò i prigionieri israeliti alla nemica nazione di Edom e ‘non si ricordò del patto fraterno’. (Gioe. 3: 4-8; Amos 1: 9, 10) Egli cessò di essere un protettore, cessò d'esser simile ad un cherubino dalle ali distese, come i cherubini del tempio di Geova che distendevano le ali per coprire il coperchio di propiziazione dell’Arca del suo patto. Presso i pendii del Monte Libano, con i suoi famosi cedri, il re di Tiro era stato come nel giardino d’Eden e sul monte di Dio. Egli era splendidamente adorno di abiti e magnificenza reali con tutte le preziose gemme e i metalli che il suo commercio aveva portato nel Paese. Ma ora a causa della sua diabolica perfidia verso il popolo di Geova, il giudizio divino si sarebbe abbattuto su di lui al tempo fissato da Dio. Egli avrebbe perduto il suo posto nell’edenico luogo di paradiso e sul monte di Dio, e avrebbe subito la distruzione ardente divenendo un detestabile ricordo.
   Poiché il re imitò strettamente la condotta del principale avversario di Dio, Dio si serve della condotta del re per raffigurare la condotta del Diavolo, e in realtà si rivolge al Diavolo, in Ezechiele 28: 11-19, dicendo: “Cosi parla il Signore, Geova: Tu mettevi il suggello alla  perfezione, eri pieno di saviezza, di una bellezza perfetta; eri in Eden il giardino di Dio; eri coperto d’ogni sorta di pietre preziose: rubini, topazi, diamanti, crisoliti, onici, diaspri, zaffiri, carbonchi, smeraldi, oro; tamburi e flauti erano al tue servizio, preparati il giorno che fosti creato. Eri un cherubino dalle ali distese, un protettore. Io t’avevo stabilito, tu stavi sul monte sante di Dio, camminavi in mezzo a pietre di fuoco”.- VR e AS.
   Questo ci rivela che oltre alla Parola, o all’unigenito Figlio di Dio, Dio aveva posto nel giardino d’Eden un cherubino, che aveva una gloria personale simile a quella del re di Tiro ricoperto di abbaglianti pietre preziose ed oro, con accompagnamento musicale. Essendo creazione di Dio, egli recava l'impronta della misura di perfezione ed era bello e saggio. Fu unto da Dio ad un incarico di servizio. Ebbe la responsabilità di proteggere o salvaguardare come con ali quella parte dell’organizzazione universale di Dio sopra la quale Iddio lo costituì. Quindi fu sul monte di Dio, e il monte raffigura la santa organizzazione universale di Dio. Essendo un glorioso cherubino, egli era invisibile ad Adamo e ad Eva, che si trovavano sotto le sue ali distese in Eden. Poiché era sopra di loro ed era spirituale, questo unto cherubino protettore serviva da immediati cieli su di loro, da giusti cieli. Adamo ed Eva, che erano ‘dalla terra e fatti di polvere’, costituivano la giusta terra, simbolicamente parlando. (1 Cor. 15:47,48, NW) Al principio della storia umana Iddio stabilì dunque nel giardino d’Eden un mondo giusto, con giusti cieli spirituali ed una giusta terra umana. Dio non creò alcun diavolo.
   L’untò cherubino protettore era saggio, ma poteva errare nel suo incarico di responsabilità. Il re Salomone fu l'uomo più saggio del periodo avanti Cristo eppure perdette il suo intendimento e si allontanò da Geova divenendo idolatra. Il “fratello”, il re di Tiro, era pure saggio in principio, ma poi cedette all’egoismo e tradì gl’interessi dell’eletta nazione israelitica di Geova. Ora, indicando l'infedele condotta dell’unto cherubino protettore di Eden, Iddio dice; “Eri perfetto nelle tue vie dal giorno in cui fosti creato fino a tanto che non fu trovata in te l'iniquità. Nel moltiplicarsi del tuo traffico il tuo interno si riempi d’iniquità, e tu peccasti, ed io ti scacciai dal monte di Dio, e ti ho fatto perire, o cherubino protettore, di mezzo alle pietre di fuoco, perché il tuo cuore s’insuperbì nella tua magnificenza, tu perdesti la tua sapienza a causa del tuo splendore; ed io ti gettai per terra, ti esposi davanti ai re, affinché ti mirassero. Col gran numero delle tue iniquità, colle ingiustizie del tuo commercio contaminasti il tuo santuario, io dunque farò uscire di mezzo a te un fuoco che ti divori, e ti ridurrò in cenere sulla terra davanti a tutti quelli che ti guardano. Fra le nazioni, tutti quelli che ti vedranno, per te saran presi dallo stupore: tu sei ridotto al niente e non sarai più in perpetuo”.—Ezech. 28:15-19, Ti.
   Da ciò comprendiamo che l’unto cherubino protettore in Eden, nuovo nel suo incarico ma saggio abbastanza per ricoprirlo, s’insuperbì a motivo delle doti ricevute da Dio. Essendone accecato si dedicò a una condotta condannata. Per questo fu adoperato come un monito contro la nomina di novizi o nuovi convertiti ad incarichi di responsabilità e preminenza nella congregazione cristiana, ‘affinché non diventino gonfi d’orgoglio e non cadano nel giudizio pronunziato contro il Diavolo’. (1 Tim. 3:6, NW) Come il principesco figlio del re di Tiro suppose d’essere un dio e ‘innalzò il suo cuore come il cuore di Dio’, cosi il cherubino protettore divenne egoista e volle essere adorato come Dio, in principio da Adamo ed Eva. (Ezech. 28: 1-9, Ti) Come il re di Tiro fece prigionieri i ?gli del regno di Giuda e li vendette come schiavi ai Greci per trarne profitto egoistico, cosi il cherubino protettore, avido di guadagno egoistico, fu disposto a prendere Adamo ed Eva a Dio per venderli al servizio di altri onde fosse esaltato e adorato come un dio. Fu disposto a far violenza agli interessi di Adamo ed Eva facendoli delittuosamente avviare per la strada che avrebbe condotto alla loro distruzione e alla morte di tutta la loro discendenza. Per questo delitto il cherubino protettore, reso superbo ed egoista, avrebbe attirato su di sé la distruzione, prefigurata dalla distruzione che si abbatté sulla casa dei perfidi e commerciali re di Tiro, accompagnata dalla rovina della loro città capitale di Tiro. Iddio è quindi assolto dall’accusa di aver creato Satana il Diavolo. L’unto cherubino protettore in Eden fece di se stesso tale malvagio.
   La più antica traduzione della Bibbia è la versione greca dei Settanta (LXX). Fu fatta da Ebrei che si servirono di manoscritti ebraici più antichi del più antico manoscritto ebraico di Ezechiele oggi esistente. Essa è diversa dal testo ebraico dei masoreti, il cui significato è abbastanza vario o oscuro in alcune parti di Ezechiele 28:11-19. Parlando al Diavolo, raffigurato dal re di Tiro, la Versione dei Settanta dice: “Eri nella delizia del paradiso di Dio; ... Dal giorno che fosti creato tu fosti col cherubino: io ti posi sul santo monte di Dio; tu fosti in mezzo a pietre di fuoco. ... Con l'abbondanza del tuo commercio hai riempito i tuoi depositi d'iniquità, ed hai peccato: perciò sei stato gettato ferito dal monte di Dio, e il cherubino ti ha tirato fuori di mezzo alle pietre di fuoco”. Ezech. 28:13-16, LXX (Bagster; Thomson).
   Secondo questa versione il Diavolo non fu egli stesso una volta l'unto cherubino protettore, ma fu con il cherubino in Eden, il che potrebbe significare con la Parola, l'unigenito Figlio di Dio per mezzo del quale Dio fece Adamo ed Eva. Quando la gloriosa creatura spirituale raffigurata dal re di Tiro cedette all’egoistica ambizione, e in lui si trovò l'ingiustizia, il cherubino lo cacciò dal suo posto glorioso e, ferito dalla condanna divina, lo tirò fuori del monte o organizzazione teocratica di Dio. Per determinare se questo è il testo corretto della profezia di Ezechiele contro il re di Tiro dobbiamo attendere che si scopra un manoscritto più antico della profezia ebraica di Ezechiele il quale concordi con la Versione, dei Settanta (LXX). Intanto ci atterremo al tradizionale testo ebraico dei masoreti, con cui la Vulgata latina è in armonia.
   Mentre Geova per mezzo della sua Parola conversò con Adamo ed Eva quando erano perfetti ed innocenti, il racconto di Genesi non dice che l'unto cherubino protettore parlasse loro direttamente. Allorché egli parlò ad Eva, secondo il racconto, le parlò indirettamente per il tramite del serpente. Agì in tal modo come traditore di Dio, come Satana il Diavolo, espressione biblica che vuol dire “l’Oppositore, il Calunniatore”. Si era opposto ora alla sovranità universale di Geova; e per allontanare Eva e Adamo dalla volontaria sottomissione alla giusta sovranità di Geova egli si rivolse ad Eva calunniando Dio e mal rappresentandolo come mentitore. Affascinato dalla sua stessa ambizione egoistica d’essere un dio per prendere il posto di Geova, egli fece balenare dinanzi ad Eva l'idea di divenire simile a Geova Dio potendo prendere le proprie decisioni in quanto a ciò che è giusto o ingiusto, bene o male.
   Satana non rivelò ora la sua diabolica trasformazione ma si travesti da angelo di luce ed agì con astuzia servendosi del cauto, inoffensivo serpente di quei giorni. Egli divenne il primo bugiardo e calunniatore o diavolo, e a causa di ciò che accadde in seguito fu un assassino. A conferma di questo, Gesù, l'unigenito Figlio di Dio, che pure era stato in Eden, disse agli agenti di Satana: “Voi siete dal padre vostro il Diavolo, e volete fare i desideri del padre vostro. Egli fu omicida quando cominciò, e non si attenne alla verità, perché non c'è verità in lui. Quando dice la menzogna, parla secondo la sua disposizione, perché è bugiardo e padre della menzogna”. — Giov. 8:44, NW.
   Adamo non era stato presente alla tentazione di Eva e non aveva potuto esercitare su di lei la propria autorità impedendole di mangiare il frutto proibito. Dopo avere a torto ascoltato le accuse che il Diavolo fece calunniosamente contro il Creatore, Eva cadde nell’inganno. Cominciò a pensare di esser cieca in senso intellettuale e morale. Decise di cercar d’essere come Dio senza indugio ritenendo che Geova Dio la stesse spaventando per impedirle di divenire come Lui e di fare le proprie regole rispetto a ciò che è bene e a ciò che è male. Affinché il marito non la ostacolasse, ella avrebbe mangiato mentre non c’era. “Quindi la donna vide che il frutto dell’albero era buono a mangiarsi e che era piacevole agli occhi, si, l'albero era desiderabile a vedersi. Perciò cominciò a prenderne il frutto e a mangiarlo.  Poi ne diede anche a suo marito quando fu con lei e lui cominciò a mangiarne. Allora gli occhi di entrambi si aprirono e cominciarono a comprendere che  erano nudi. Quindi cucirono delle foglie di fico e se ne fecero dei paragrembi”. — Gen. 3: 6, 7, NW.
   Adamo mangiò il frutto proibito senza essere ingannato dallo spirituale Serpente, il Diavolo. Perciò commise peccato volontario e meritò interamente la pena di morte. “Poiché prima fu formato Adamo, poi Eva. Inoltre Adamo non fu ingannato, ma la donna fu completamente ingannata e si trovò in trasgressione”. (1 Tim. 2:13, 14, NW) Ad un tratto quella qualità della coscienza, che distingue l'uomo dalle viventi creature inferiori, cominciò a condannarli ed essi non si poterono più guardare con occhio puro. Furono pieni del timore di Dio, che causa restrizione e rivela mancanza di amore per Lui: il peccato contra Dio è senza amore verso di lui. Si coprirono dunque in modo artificiale le parti del corpo delle quali ora si vergognavano, e cercarono di evitare la dichiarazione della condanna della legge.
   Tutto questo indicò una catastrofe mondiale. Oh no, i letterali cieli e terra del cosmo materiale non subirono alcun disastro né furono distrutti. Ma il mondo giusto, o la disposizione teocratica delle cose celesti e terrestri, era finito. Non si era corrotto per mezzo di sostanze cattive in se stesse, ma col formarsi di desideri egoistici che condussero all'illegalità, alla condotta empia. (Gian. 1: 13-15) I locali cieli, rappresentati dall’unto cherubino protettore, cedettero per primi alla corruzione e produssero il grande Serpente originale, Satana il Diavolo. La terra, rappresentata da Adamo ed Eva, cedette all'in?uenza dei corrotti cieli e si allontanò dalla via della giustizia teocratica. Sorse il bisogno di creare nuovi cieli e nuova terra, per vendicare il Creatore, Geova. Dio.