Annunziante il Regno di Geova
Annunziante il Regno di Geova
Venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo cosi in terra.
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Quando Dio parla di pace a tutte le nazioni
 
    Gli amanti della pace, della giustizia e della felicita desiderano udire una voce tanto potente da imporre la pace a tutte le nazioni. Oggi, nel più difficile tempo della storia umana, non si ode sulla terra nessuna voce tanto potente da imporre la pace mondiale.
    Le Nazioni Unite esistono ancora per diminuire le probabilità della guerra. I suoi membri sono saliti a più di ottanta nazioni, ma la loro voce e debolissima. Da quando si formarono, alla fine della seconda guerra mondiale, la pace è stata turbata da aggressioni e conflitti armati in varie parti della terra. La paura della guerra calda e sanguinosa ha continuato a crescere nel cuore degli uomini. Le Nazioni Unite non son ritenute capaci d’impedire che una terza guerra mondiale distrugga la civiltà e conduca il genere umano a morte. Tale organizzazione e destinata a fare la stessa fine di quella che l’ha preceduta, la Lega delle Nazioni. Una voce più forte deve indubbiamente imporre la pace a tutte le nazioni.
    Si deve fare qualche cosa per affrontare tale pericolo. Cosi hanno detto uomini eminenti nella vita pubblica. Fra di essi vi è l’ex segretario dell’Aviazione statunitense. In un discorso pronunciato a Cleveland, nell’Ohio, il 19 novembre 1958, il sig. T. K. Finletter avvertì che “il pericolo della guerra aumenta di continuo. ...I capi politici degli Stati Uniti ... si trovano ora davanti a un ‘nuovo imperativo’: l'assoluta necessita’ di creare un sistema mondiale che escluda la guerra dalle attività umane”. Egli disse: “Dobbiamo smettere di parlare di disarmo e cominciare a parlare di pace”. -Times di New York del 20 Novembre 1958.
    Qualunque sia il sistema mondiale che i disperati capi delle nazioni possano infine essere spinti a creare unitamente, non sarà nient’altro che un sistema del vecchio mondo, non più efficace di qualsiasi altra creazione umana del passato. Noi ci inganniamo se ci aspettiamo di trovare all’improvviso un casuale rimedio per superare il grande ostacolo, in modo che l’uomo crei felicemente il suo ordinamento per una pace duratura e stabile. Il clero religioso della cristianità si è alleato con i politicanti, ma non è stato di nessun aiuto. La storia indica chiaramente che i capi religiosi non si sono mai mantenuti saldi come inamovibili pilastri di pace. No; ma nel tempo della prova hanno esercitato la loro grande influenza religiosa sulle centinaia di milioni di frequentatori delle loro chiese contro gli interessi della pace internazionale. Non hanno parlato con l'autorevole voce che impone la pace alle nazioni, poiché non hanno mai mantenuto la pace neanche nelle loro file religiose.
    Lo spirito che ora prevale nel mondo non permette di stabilire la pace. Questo spirito rivela l'esistenza di ciò che in realtà si cela dietro le continue agitazioni e i conflitti di interessi egoistici. Non e certamente lo spirito dell’amore. E lo spirito della sapienza mondana, perché i capi politici, commerciali e religiosi seguono la filosofia, la diplomazia e le mire di questo mondo.
    Da dove vengono le guerre e da dove vengono le lotte fra voi? Non vengono forse da questo, dalla vostra brama di piaceri sensuali che guerreggiano nelle vostre membra? Voi desiderate, e non avete. Continuate a uccidere e a concupire, e non potete ottenere. Voi continuate a combattere e a promuovere guerre. Non avete perché non domandate. Chiedete, e non ricevete, perché chiedete per un cattivo scopo, per spendere nelle vostre brame di piaceri sensuali. Adultere, non sapete che 1’amicizia col mondo è inimicizia con Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si costituisce nemico di Dio”. - Giacomo 3: 13 a 4: 4.
    Queste parole rivolte da Giacomo ai suoi conservi cristiani spiegano qualche cosa. Che cosa? Spiegano perché gli ecclesiastici della cristianità, che benedicono le navi e altre armi da guerra, pregano il Cielo per la pace mondiale e non sono mai esauditi né mai lo saranno. Perché no? Perché Dio non ascolta gli uomini che sono intimi amici di questo mondo, che sono perciò nemici di Dio. Non esaudisce le preghiere né benedice le disposizioni degli uomini che rigettano la sapienza divina e accettano e seguono lo spirito di questo mondo. Il discepolo cristiano Giacomo dice apertamente che questa sapienza, con tutte le conseguenti afflizioni mondiali, non e la sapienza celeste, divina, ma “è terrena, bestiale e demonica”, diabolica. Questa sapienza ha origine dall’invisibile capo di questo mondo, che fu nemico dell’uomo Gesù Cristo e lo fece mettere a morte sul palo di tortura diciannove secoli fa. Alcune ore prima di morire Gesù disse: “Viene il governante del mondo. Ma egli non ha influenza su di me. ... il governante di questo mondo e stato giudicato”. (Giovanni14: 30; 16:11) Tale governante e Satana il Diavolo. C'è poco da meravigliarsi, dunque, se i sapientoni della cristianità non vedono da dove può venire la pace universale. Il diabolico dio di questo mondo, il principe dei demoni, ha accecato la loro mente.
    Essi raccomandano le Nazioni Unite, conferenze per il disarmo, il controllo internazionale degli esperimenti delle armi atomiche o anche il completo disarmo nucleare, maggior commercio fra le nazioni, scambi culturali fra le nazioni impegnate nella guerra fredda, una “federazione mondiale” ed altri rimedi mondani. Questa cecità mentale affligge non soltanto le atee nazioni comuniste, ma anche le nazioni che professano d’esser cristiane, il reame della cristianità. Durante la guerra calda, vi è l'abitudine di sospendere il 25 dicembre ogni azione distruttiva perché i soldati possano celebrare al fronte la tradizionale festa del Natale. Secondo la pratica religiosa, in tale occasione si cantano inni natalizi che comprendono queste parole: “Gloria a Dio nei luoghi altissimi e pace in terra agli uomini di buona volontà”. (Luca 2: 14, Ri ) Le nazioni della cristianità pensano di onorare in tal modo Gesù Cristo e di diffondere lo spirito di quelle parole immortali. Ma appena finita la lieta celebrazione del Natale, si ricomincia a combattere e a uccidere, e la cattiva volontà delle nazioni strappa via l'ipocrita maschera del cristianesimo. Questa pretesa d’esser cristiani per un giorno soltanto non e altro che una manifestazione di sentimentalismo ed emotività, un’occasione per divertirsi.
    Che sulla terra non vi possano essere né pace né sicurezza se l’uomo rifiuta il divino Principe della pace e il suo principesco governo, ci è mostrato dalla storia con un solenne esempio ammonitore. Questo esempio è quello della stessa Gerusalemme. Essa ebbe il privilegio di avere la completa Bibbia ebraica di quei giorni, composta dei trentanove libri da Genesi a Malachia, e l’onore di avere per prima l'opportunità d’accettare il Principe della pace quale unto Re di Geova. Eppure Gerusalemme lo rigetto. I suoi sacerdoti capeggiarono la fanatica turba che grido al governatore romano, rappresentante di Cesare: “Se liberi quest’uomo, non sei amico di Cesare. Chiunque si fa re parla contro Cesare. ... Noi non abbiamo alcun re eccetto Cesare”. Dalle profezie Gesù sapeva che l'avrebbero rigettato. (Giovanni 19: 12-15) 
    L’anticristiana Gerusalemme fu una figura profetica della cristianità, a cominciare dalla fine della prima guerra mondiale avvenuta nel 1918. L’antica Gerusalemme aveva fatto un patto con Geova Dio mediante la legge del profeta Mosè, ed affermava di attendere il Messia o Cristo. La cristianità afferma d’aver fatto un patto o d'essere in una relazione di patto con Dio per mezzo del Mediatore Gesù Cristo, ed afferma di attendere il suo ritorno e il sue regno.
    Gesù Cristo si presentò come Re all’antica Gerusalemme cavalcando un’asina tra una folla acclamante in adempimento della profezia, ma essa non volle accettarlo. La cristianità ha visto la prima guerra mondiale, le carestie, le pestilenze, i terremoti e le afflizioni internazionali che si sono verificati contemporaneamente alla guerra e anche dopo. Con l'adempimento della profezia di Gesù la cristianità ha avuto la prova visibile che Gesù e stato intronizzato nel 1914 nel suo regno celeste, alla fine dei tempi dei Gentili, contrassegnata fra le nazioni dei Gentili dallo scoppio della prima guerra mondiale. Dalla fine della prima guerra mondiale, avvenuta nel 1918, e stata proclamata nella cristianità la buona notizia dell’istituzione del regno di Dio retto dal suo Messia o Cristo. Sono state adempiute cosi le seguenti parole profetiche di Gesù: “Questa buona notizia del regno sarà predicata in tutta la terra abitata a scopo di testimonianza a tutte le nazioni, e allora verrà la fine compiuta”. (Matteo 24: 14)
    Benché porti il nome di Cristo e celebri ogni anno la Domenica delle Palme, la cristianità ha rigettato il Principe della pace. Ha scelto Cesare come re, preferendo prima la Lega delle Nazioni ed ora le Nazioni Unite, e perseguitando coloro che recano testimonianza al regno di Dio secondo il comando di Gesù.
    Dal momento che le nazioni vanno inevitabilmente incontro alla distruzione da lungo tempo predetta che si abbatterà su di esse nella futura “guerra del gran giorno di Dio l’Onnipotente”, in quale tempo parlerà Dio di pace a tutte le nazioni? E come? L'adempimento della profezia biblica indica che questo tempo e già iniziato. E ora! E Dio parla di pace mediante il suo intronizzato Re, Gesù Cristo, il Principe della pace. No, le nostre parole non si contraddicono. I governi politici e le nazioni di questo mondo non ascoltano Dio mentre parla di pace. Sono afflitti da continue lotte, paure e perplessità. Se si trovano in questa difficile condizione non vi si trovano perché Geova ora non parli di pace. Vi si trovano perché hanno chiuso le orecchie per non sentirlo parlare di pace.
    La pace perfetta e duratura può venire solo da Geova Dio, e le nazioni sotte il dominio di Satana il Diavolo hanno cercato di ottenere questa pace senza Dio. Come? Con alleanze internazionali, patti di non aggressione, conferenze sul disarmo, petizioni per la pace, mediante scambi culturali fra le nazioni e con altri mezzi ideati dalla sapienza mondana, si, con tutti i mezzi fuorché mediante il regno di Dio retto da Cristo. I risultati dei loro disperati sforzi indicano a quale delle due classi descritte in Isaia 57: 19-21 (Ri) appartengono i governi politici e le nazioni. Isaia dice: “ ‘Pace a chi è lontano e a chi e vicino, ha detto il Signore, e io 1’ho risanato’. Ma gli empi saranno come un mare sconvolto che non può trovare la calma, i flutti del quale rigettano melma e fango. Non v'è pace per gli empi, dice il Signore Dio”.
    Poiché rifiutano il divino annuncio della pace, i governi politici e le nazioni udranno da Dio solo parole di guerra. Quindi ad Armaghedon, nel “gran giorno di Dio l’Onnipotente”, Geova Dio parlerà loro di guerra, e non di pace. Tale linguaggio divino recherà su di loro la distruzione eterna.
    Chi sopravvivrà a questa “guerra del gran giorno di Dio l'Onnipotente” mirerà veramente le gesta di Geova, che farà meraviglie sulla terra spazzando via tutti coloro che turbano la pace. Quelli che hanno questa prospettiva di sopravvivere sono già in pace e amicizia con Dio, e non dovranno partecipare alla guerra universale di Armaghedon.
    Alla fine di Armaghedon, avrà inizio sul leale e pacifico popolo della terra, preservato in mezzo a tutte le attuali nazioni, il millenario regno del Principe della pace. Il suo dominio si estenderà da un mare all’altro, e dal fiume fino alle estremità della terra; quindi abbraccerà tutta la terra. Circa il suo regno furono scritte queste parole profetiche: “Portino i monti la pace al popolo e i colli la giustizia! Spunterà a’ suoi dì la giustizia, e abbondanza di pace finché sia tolta via la luna”. (Salmo 71: 3, 7, Ri) La pace sarà duratura sotto il dominio di Colui che sarà chiamato Principe della pace, come conferma il profeta Isaia, dicendo: “Il suo impero sarà esteso, la pace sarà senza fine”. (Isaia 9: 6, 7, Ti) Quale Portavoce di Dio, egli parlerà di pace a tutte le nazioni, ai suoi sudditi tratti in salvo da tutte le nazioni.
    In questo paradiso terrestre tutti gli animali saranno domati dalla potenza di Dio e vivranno in pace con l’uomo, che signoreggerà su di loro secondo la disposizione divina. “E un piccolo fanciullo li condurrà”, (Isaia 11:6, Ri) L'ubbidiente genere umano godra perfetta salute, e la perfezione fisica le renderà creature belle, fatte ad immagine di Dio, a Sua somiglianza. Inoltre, tutti coloro che dormono nelle tombe commemorative saranno risvegliati dalla voce del Re e ne verranno fuori nella risurrezione per ricevere l’opportunità della vita eterna sulla terra nella perfezione, sotto il suo dominio di Padre Eterno. Ad essi parlerà di pace. Adorando per sempre Geova Dio e ubbidendo al suo Salvatore e Re, tutti gli abitanti della terra, alla gloria dell’Iddio dei luoghi altissimi, avranno “pace in terra” come “uomini di buona volontà”, uomini che l’Iddio della pace approva ed ai quali parla di pace.