Annunziante il Regno di Geova
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Venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo cosi in terra.
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La Pasqua ed il Cristianesimo
    La Pasqua quale festività tenuta al comando di Geova Dio, e stata celebrata dagli Ebrei condotti da Mosè, giu nel paese dell’Egitto, nel sedicesimo secolo a.C. I primi nati, sia degli esseri umani sia degli animali d’Egitto, sarebbero stati uccisi dall’angelo della morte mandato da Dio, di modo che imbrigli la resistenza testarda di Faraone rispetto la domanda di Geova che gli Israeliti siano liberati per uscire dall’Egitto. Affinché i loro bambini primi nati e gli animali domestici siano protetti e difesi, gli Israeliti avessero ricevuto la comanda di sacrificare e mangiare la preda di Pasqua, nel quarantesimo giorno del mese di Abib o Nisan. E scritto all’Esodo 12:1-3: "Geova parlo a Mosè e ad Aronne nel paese d'Egitto, dicendo: «Questo mese sarà per voi il primo dei mesi: sarà per voi il primo dei mesi dell'anno. Parlate a tutta la comunità d'Israele e dite: "Il decimo giorno di questo mese, ognuno prenda un agnello per famiglia, un agnello per casa; e lo serberete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l'assemblea della comunità d'Israele lo immolerà al tramonto. Preso un po' del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull'architrave delle case, in cui lo dovranno mangiare. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con azzimi e con erbe amare". E questa festività e stata celebrata da quelli che hanno costituito il popolo scelto di Dio fin quando, per cura divina, e arrivato quello che fu davvero "L’agnello di Dio che alza il peccato del mondo" come ci racconta a Giovanni 1:29. E pure nello stesso giorno in cui gli Israeliti sacrificavano il loro agnello di Pasqua e lo mangiavano con azzime nell’anno 33 d. C., "L’agnello di Dio" moriva nello stesso giorno del sacrificio di Pasqua, per agire nella qualità del vero Agnello di Pasqua di cui sangue ha valore sufficiente per cancellare il peccato di tutti che credono e ricevono Lui quale il loro sacrificio per peccato. Intendendo ed apprezzando questo favore divino, noi, i cristiani dei nostri giorni ci domandiamo naturalmente: Per caso noi, quelli che vogliamo adempire le parole consegnate dagli Ebrei 12:2, cioè: "tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. festeggeremmo tuttavia la Pasqua?
    Per trovare una risposta soddisfacente diamo uno sguardo al fatto che i primi cristiani non hanno menzionato la Pasqua o Easter, come viene chiamato in inglese, perché, cosi come mostra la Bibbia, non e esistita alcuna celebrazione osservata da loro? Si, certo. Nonostante tutto ciò dopo che gli apostoli si sono addormentati e la gente bramosa della chiesa ha cominciato a fidarsi del proprio intendimento, e apparsa una controversia: che i cristiani celebrino o no la pasqua ebraica? Gustino il Martirio e Tertuliano, dai secoli II ^ e III ^, hanno menzionato una tale controversia. Alcuni hanno notato religiosamente la pasqua ebraica, mentre gli altri, quale Ario, hanno detto, come racconta lo storico Mosheim: "Che i cristiani non celebrino nessuna Pasqua, perché Paolo dichiara che Gesù Cristo, il quale e stato ucciso per noi, sia il nostro Agnello di Pasqua". E davvero l’apostolo Paolo ci dice a 1 Corinzi. 5:7 quanto segue: "E infatti Cristo, nostra Pasqua, e stato immolato!".
    Pero, con il passar del tempo, i cristiani apostati che osservavano la Pasqua sono diventati più numerosi, fin quando, nel secolo IV ^, essi hanno invaso la maggior parte delle riunioni. Poi e arrivato Costantino, l’abile re religioso – politico, che ha preso questo cristianesimo apostata, l’ha unito alle religioni pagane del suo impero ed ha costituito una singola religione di stato universale. Il Consiglio di Nicena (A.D. 325) e stato quello che ha stabilito la data della stessa, quando ha dichiarato che "dappertutto la grande festività di Pasqua (Easter)" doveva essere osservata nella prima domenica dopo la prima luna piena dopo 21 marzo.
    Cosi e capitato che quelli che si riconoscevano dei cristiani hanno cominciato a celebrare la Pasqua, anche se esistita tanta discussione tra di loro fino nel secolo VI^ o VII^. Nel seguente materiale potremmo analizzare le pratiche più rappresentative che accompagnano questa festività, e ciò per poter paragonare questi fatti con la dottrina delle pagine delle Sante Scritture e poi ognuno possa trarre le conclusioni idonee alla sua conoscenza.
    PASQUA O Easter
    Questa parola Easter, dall’inglese, appare a Fatti 12:4 nella variante del Re Giacomo, ma tutti gli eruditi nella Bibbia sanno che lo stesso e stato un errore grave dalla parte dei traduttori, errore che non e apparso in nessun’altra traduzione. La parola originaria greca e pascha ed e tradotta correttamente "passover" nell’inglese (pasqua, in italiano).
    Cristo ed i Suoi primi discendenti sono stati pienamente consapevoli sul modo in cui la Parola di Dio, la Bibbia, ha condannato l’inchino all’Easter (Astarteea). E se la Pasqua (Easter) non e autorizzata dalla Bibbia, da dove proviene lo stesso ed il suo nome?
    Nel libro Grandi festivita cattoliche del gesuita James L. Monks troviamo qualche punto di riferimento. Questo libro, ci dice alla pagina 33: "Spesso capita che quando i pagani sono convertiti al cristianesimo essi mantengano alcune tradizioni della loro vita passata e le rendano cristiane, cosi com’e successo. I pagani anglo-sassoni erano abituati a celebrare una festività della loro dea della primavera, che si chiamava Eôstre. Quando gli stessi sono diventati cristiani ed hanno celebrato la nostra grande festività, loro hanno conservato il vecchio nome il quale e diventato Easter (Pasqua) nostra".
    I dizionari e le enciclopedie spiegano che Easter era la dea della vita e della primavera dai druidi d’Europa Settentrionale. E Alexander Hislop, nel suo spiccato lavoro Le due Babilonie, risponde alla domanda: "Cosa significa il termine Easter?" dicendo: "Questo non e un nome cristiano. Lo stesso porta le sue origini caldee proprio sulla fronte. Easter non e nessun’altra che Astarteea, uno dei titoli di Beltis, la regina del cielo, il nome della quale, cosi com’era pronunciato dalla gente di Ninive, era evidentemente identico con quello utilizzato di solito adesso in questo paese. Quel nome, cosi com’e stato trovato da Layard [il rinomato archeologo] sui monumenti assiriani, e I?tar". Il nome di Easter, e la sua forma antica Astarteea, viene dalla radice Asht-tart che significa "la donna che ha fatto delle torri". Questa donna e stata evidentemente Semiramis, la moglie di Nimrod, che l’ho aiutato a costruire la Torre di Babele. Dopo la sua morte e stata deificata quale "la regina del cielo" e per un periodo di tanti secoli prima dei giorni di Gesù, la maggior parte delle religioni primitive osservava una festività di primavera nell’onore della stessa.
    Pero qual e stato il momento in cui Easter (Pasqua) ha ricevuto uno statuto ufficiale.
    Questo e capitato nell’anno 325 A.D., tanto dopo la risurrezione di Gesù. Nel frattempo l’apostasia si era istallata ed esistevano tanti falsi cristiani, cristiani solo per nome. Il Re Costantino che era tuttavia grande prete della pagana religione romana, ha convocato un gran numero di questi cristiani apostati nel Consiglio di Niceea. Qual era la ragione di questa pratica realizzata da questo prete pagano? Lui desiderava che esistesse un’armonia nell’ambito della religione, e questo per ragioni strettamente politiche, cosi come ci racconta il libro Una storia generale della Roma, leggo: "lui ha unito nella sua mente le due fedi nemiche piuttosto che inclinare la bilancia nel favore di una delle stesse per senso piuttosto che per convinzione, come si suppone in genere". Costantino ha abbinato cosi le due religioni, la religione pagana romana ed il cristianesimo apostata. Uno dei risultati e stato il decreto che doveva essere celebrata "dappertutto la Grande festività Marea Easter (di Pasqua)". Questo ha fatto appello ai pagani, poiché loro s’inchinavano da tanto tempo alla dea della primavera, della fertilità.
    Visti questi fatti, cosa potrebbe essere piu beffardo, più disonorante o più offendente per Gesù ed il Suo Padre amato, Geova Dio del fatto che questa festività pagana sia associata alla risurrezione di Gesù? In più, la Bibbia condanna chiaramente quest’inchino a Easter (Astarteea), "la regina del cielo". Il Cristo ed i Suoi discepoli sono stati completamente coscienti da come e caduto Salomone nella disgrazia di Dio per aver servito la dea Easter inchinandosi alla stessa, seguiamo cosa dice il referto biblico da 1Re. 11:5,31,33: "Salomone segui Astarte, dea di quelli di Sidone. Quindi disse a Geroboamo: «Prendine dieci pezzi, poiché dice il Signore, Dio di Israele: Ecco lacerero il regno dalla mano di Salomone e ne darò a te dieci tribù. Ciò avverrà perché egli mi ha abbandonato, si e prostrato davanti ad Astarte e non ha seguito le mie vie compiendo ciò che e retto ai miei occhi, osservando i miei comandi e i miei decreti". Loro, i discepoli di Gesù hanno conosciuto come si e accesa la furia di Geova contro la nazione d’Israele quando esso e ritornato dall’inchino puro ed ha celebrato la festività di, cosi e dichiarato a Giudici 10:6: "Gli Israeliti continuarono a fare ciò che e male agli occhi del Signore e servirono i Baal, le Astarti e abbandonarono il Signore e non lo servirono."
    Quanto sulla conseguenza e presentato che soltanto un pentimento sincero poteva portare alla redenzione per gli stessi, cosi e scritto a 1 Samuele 7:3,4; 12:10: "Allora Samuele si rivolse a tutta la casa d'Israele dicendo: «Se e proprio di tutto cuore che voi tornate al Signore, eliminate da voi tutti gli dei stranieri e le Astarti; fate in modo che il vostro cuore sia indirizzato al Signore e servite lui, lui solo, Studiando questi esempi dopo la regola scritturale segnalata I Corinzi 10:11, che c’insegna: "Tutte queste cose pero accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per ammonimento nostro, di noi per i quali e arrivata la fine dei tempi." un cristiano sincero si asterra da seguire una tale pratica condannata da Dio. E ciò piuttosto perché non esiste nessuna registrazione biblica sul fatto che i discepoli di Dio hanno mai celebrato Easter (la Pasqua).
    L’UOVO DI PASQUA, IL CONIGLIO, IL PANETTONE E LA PARATA DI PASQUA
    Un cristiano sincero si domanderebbe normalmente: Qual e il legame tra la dottrina di Gesù Cristo e l’uovo di pasqua, il coniglio, il panettone o la ciambella e con la parata di pasqua?
    Le aggiunte alla festività, cosi come sono celebrate nei nostri giorni, sono una prova in più del suo ricco paganesimo. E vero che alcuni potrebbero dire che le uova multicolori ed i conigli sono degli ornamenti innocenti che non hanno nessun significato, aggiunti solo per divertire i bambini.
    Ma sarà proprio cosi? Gli archeologi hanno scoperto delle sculture della dea della fertilità. Essi l’hanno trovata tenendo un uovo nella mano ed avendo un coniglio ai piedi. Ed il libro Grande festività cattoliche commenta sulla Pasqua: "Consumare delle uova in questo giorno si dice che proviene dalla tradizione pagana dell’uovo quale simbolo della fertilità" Non solo i druidi dell’Europa Settentrionale, ma anche i romani, i grechi, gli egiziani, i babiloni, i persi, gli indussi, i cinesi ed i giapponesi, davano un profondo significato mistico alle uova utilizzate alle festività della primavera che tutti questi popoli pagani osservavano. Le uova sacre giapponesi avevano il colore del bronzo; anche i cinesi, dipingevano le uova; gli indussi avevano le uova color oro. Altri popoli dipingevano le uova in rosso, per simboleggiare il sangue della vita. "Da Egitto", racconta Hislop, "queste uova sacre possono avere l’origine chiaramente sulle riva dell’Eufrate. I poeti classici hanno tantissime leggende sull’uovo mistico dei babiloni”.
    Anche l’Enciclopedia cattolica dice, al sottotitolo "Uova di Pasqua": "E possibile che il costume abbia l’origine nel paganesimo, perché molti costumi pagani, che celebrano il ritorno della primavera, girano intorno alla Pasqua. L’Uovo e l’emblema della vita che nasce nella primavera prematura". Brewer, citato in The Century Dictionary, dichiara: "La pratica di dare delle uova ai nostri amici di Pasqua e mediana o persiana". Tutto cio ci mostra il fatto che l’uovo non e un ornamento innocente ma era il simbolo della vita e della fertilità.
    Pero cosa si può dire del Coniglio di Pasqua. Il coniglio che si riproduce molto veloce era, inoltre, un simbolo della fertilità e della riproduzione. Altresì l’Enciclopedia cattolica riconosce al sottotitolo "Pasqua": "Il coniglio e un simbolo pagano un emblema della fertilità". Perciò si può dire che questo simbolo e uno che non ha a che fare con la verità biblica che e l’unico necessario nel compimento di un lavoro approvato dal Creatore, siamo rassicurati a II Timoteo 3:16,17: "Tutta la Scrittura infatti e ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona."
    Inoltre, indossare abiti nuovi e la parata di Pasqua ha l’origine nei riti pagani. Gli Europei pagani credevano che indossare un cappello nuovo di Pasqua portasse gioia in amore. La parata di Pasqua e un’aggiunta recente alla festività, secondo certe autorità, che dicono che la stessa viene da un’antica processione cinese primaverile. I dignitari ricchi indossavano i vestiti più belli e poi andavano in giro insieme. Non sarà lo stesso anche nei nostri giorni a quest’occasione?
    Un ultimo tratto che vorremo menzionare nella detta situazione e che tutte queste usanze sono sostenute e promosse anche da quelli che hanno un profitto enorme in seguito a questo e gli stessi sono i commercianti. Una gamma larga di prodotti sono collegati a questi simboli affinché il consumatore sia sensibilizzato per acquistare tali prodotti. Spesso, gli oggetti non venduti, o rimasti da altri eventi, quale il Natale, vengono cambiati solo in ciò che riguarda la pubblicità e sono offerti a quest’occasione.
    Notando tutte queste usanze che non hanno a che fare con il libro della vita che e la Bibbia, anzi hanno la loro origine nelle tenebre dei tempi e delle usanze pagane, cosa farà il cristiano vero? Lui conosce la regola della Bibbia consegnata a 2Corinzi. 6:14,17, e la seguirà perché la stessa dice: "Non lasciatevi legare al giogo estraneo degli infedeli. Quale rapporto infatti ci può essere tra la giustizia e l'iniquità, o quale unione tra la luce e le tenebre? Perciò uscite di mezzo a loro e riparatevi, dice il Signore, non toccate nulla d'impuro. E io vi accoglierò."
    CENA DEL SIGNORE
    Se tutti gli argomenti sviluppati prima non ci aiutano ad osservare ancora la Pasqua, non e forse proprio la Bibbia dei cristiani che ordina di commemorare un certo avvenimento legato a Cristo?
    Certo, Gesù ha detto ai suoi discendenti che si ricordino della sua morte, che e avvenuta il 14 Nisan, dell'anno 33. Ricordare la morte di Cristo che e stata collocata esattamente dopo che gli apostoli hanno finito di mangiare l'agnello di Pasqua ed hanno esaudito cosi la legge di Mosè alla quale erano legati. Gesù sapeva che, la sua morte come l'Agnello di Dio, la cena di pasqua ebraica non avrà effetto, ricordiamoci del significato della rottura delle tende del tempio (del tramezzo). Allora si sono compiute le parole dette dall'angelo Gabrielle, al fiducioso Daniele consegnate a Daniele 9:27: "Egli stringerà una forte alleanza con molti per una settimana e, nello spazio di meta settimana, farà cessare il sacrificio e l'offerta". Anche se al tempio di Gerusalemme sono stati portati dei sacrifici fino nell’anno 70, gli stessi hanno perso il loro valore di fronte a Dio, essendo sostituite con un "sacrificio migliore", cioè Gesù. Il sacrificio di pasqua non poteva servire più di "un’ombra delle cose future", perché la cosa buona, il sacrificio migliore, Gesù Cristo, era venuto in realtà ed era morto quale un fondamento per un mondo della giustizia. Continuare a celebrare la Pasqua significherebbe dare più valore all’ombra che alla realtà. Questo mostrerebbe una mancata fede nell’arrivo di Gesù Cristo come l’Agnello di Dio, che solleva il peccato del mondo. Perciò, le persone che continuano a celebrare la Pasqua come nell’antichità, sono quelle che rinnegano Gesù di Nazareth quale, "il sacrificio migliore", "la nostra Pasqua".
    Per preparare qualcosa nel posto della cena annuale di Pasqua, qualcosa che indirizzerebbe la fede ed il loro ripensamento nella direzione giusta, Gesù istituì la nuova cena memorabile. Lui istruì i Suoi discendenti a fare questo con regolarità al tempo giusto.
    Perciò la chiesa cristiana, quella che e stata scelta tra i popoli per compiere le parole dette ai Fatti 15:14, che dichiarano che: "Dio ha voluto scegliere tra i pagani un popolo per consacrarlo al suo nome" non ha celebrato più la Pasqua, ma la festività istituita a 14 Nisan dell’anno 33, da Gesù ed i Suoi discendenti, cioè la CENA DEL SIGNORE. Ed i Suoi discendenti celebreranno la Sua morte, festeggiando la Cena del Signore, ogni anno in quella data, nello spirito della parole del Redentore: "questo calice e il nuovo patto nel mio sangue, che e versato per voi."