Annunziante il Regno di Geova
Annunziante il Regno di Geova
Venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo cosi in terra.
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Lo studio della bibbia

 
 
    Con la composizione di questo libro Geova portò in servizio il suo secondo amanuense o scrittore. Mosè era stato impiegato per scrivere i primi cinque libri, ma ora Mosè era morto. Milioni di Israeliti e conservi stranieri erano pronti sulla sponda orientale del Giordano in aspettativa del segnale per attraversare il fiume. L’entrata nella Terra Promessa, attesa nei quaranta anni di peregrinazione nel deserto, era vicina. Trasgressori pagani dovevano essere espulsi; battaglie dovevano esser combattute. In breve, sovrastavano importanti avvenimenti, avvenimenti resi ancor più importanti dal significato profetico che dovevano avere. (1 Cor. 10:6, 11) Essi dovevano esser narrati per la posterità, che si sarebbe estesa fino ai limiti degli “ultimi giorni”, del ventesimo secolo di Cristo. Geova adoperò come suo secondo narratore colui il cui nome designa questo sesto libro della Bibbia: “Poi Giosuè scrisse queste cose nel libro della legge di Dio”. (24:26) Gli ultimi versetti (24:29-33) furono ovviamente aggiunti sotto la guida di Geova in seguito.
    Il fatto che Giosuè sia lo scrittore del libro è contestato da alcuni, ma il versetto che segue dimostra che il racconto fu scritto da qualche contemporaneo di quel periodo: “A Rahab, la meretrice, alla fami-glia di suo padre e a tutti i suoi Giosuè lasciò la vita; ed ella ha dimorato in mezzo ad Israele fino al dì d’oggi [il giorno in cui fu scritto il racconto]”. (6:25) Giosuè fu logicamente il compositore. Istruito sotto la tutela del suo predecessore Mosè, egli ebbe da quell’uomo di Dio un buon esempio del modo di raccontare gli avvenimenti. La tradizione giudaica ritiene che Giosuè fu lo scrittore del libro, e il Memoriale delle Scritture ne sostiene e ribadisce la certezza. Quando venne completato? Verso l’anno 1454 a. C., il probabile anno della morte di Giosuè. Il libro tratta la storia d’Israele dei venti anni che vanno approssimativamente dal 1474 a. C. al 1454 a. C. Il suo nome “Giosuè”, contrazione del nome ebraico “Jehoshua”, significa “Geova salva”. La forma grecizzata è “Gesù”. (Si veda Ebrei 4:8, Tintori e la nota in calce di Cocorda).
    Poco dopo la morte di Mosè Geova proclama il principale requisito per la prosperità di Giosuè: “Sii forte e fatti risolutamente animo, . . . Questo libro della legge non si diparta mai dalla tua bocca, ma meditalo giorno e notte, avendo cura di mettere in pratica tutto ciò che v’è scritto; poiché allora riuscirai in tutte le tue imprese, allora prospererai”. (1:1-9) La ragione della prosperità di Giosuè non fu un segreto; e la formula si applica anche oggi ai servitori di Dio. Un riassunto del contenuto di questo libro mostra assoluta prosperità nel servizio.
    Dopo aver ricevuto il suo incarico, Giosuè agì rapidamente. Furono mandate spie ad esplorare la prima città cananea, Gerico. Il popolo preparò viveri, poiché dopo tre giorni avrebbero attraversato il Giordano. Le spie tornarono con una buona relazione, aiutate nella loro missione esploratrice dalla giusta Rahab. Malgrado fosse il periodo della piena, gli Israeliti attraversarono il Giordano nel tempo stabilito. Mediante la potenza di Geova l’impeto delle acque del fiume fu arrestato, accumulato e trattenuto; e gli Israeliti l’attraversarono su terreno asciutto. Appropriate pietre commemorative furono poste per ricordare il miracolo. (2:1 - 4:24) Il loro primo accampamento in Canaan fu fatto a Ghilgal, e fu qui che venne eseguita la legge di Geova della circoncisione, fu osservata la pasqua, la manna cessò di cadere, e gli Israeliti cominciarono a mangiare i frutti del paese di Canaan. Fu qui, inoltre, che si verificò un avvenimento importante riguardo alla battaglia che stava per combattersi. Giosuè scorse un uomo con la spada tratta, e domandò: “Sei tu dei nostri, o dei nostri nemici?” La sensazionale risposta fu: “No, io sono il capo dell’esercito dell’Eterno; arrivo adesso”. (5:13-15) Questo potente Condottiero degli invisibili eserciti di Geova era senza dubbio la Parola, l’unigenito Figlio di Dio, e la sua presenza al principio della strenua guerra che si doveva combattere assicurava la vittoria.
    Le susseguenti battaglie costituirono veramente una marcia vittoriosa, e indicarono con chiarezza la poderosa mano del “capo dell’esercito dell’Eterno”. Prima venne la disastrosa sconfitta della città grandemente fortificata di Gerico. Al settimo giorno di marcia intorno alla fortezza pagana Geova fece crollare al suolo le sue mura e aprì la via per la vittoria. Quindi cadde Ai in un secondo assalto con lo stratagemma di un’imboscata. La potenza dei re cananei del meridione fu infranta dal seguente succedersi d’imprese, in particolare a Gabaon. I Gabaoniti eran venuti da Giosuè a Ghilgal, e con astuzia fecero lega con gli Israeliti. Questo provocò un’alleanza di cinque re, capeggiata da quello di Gerusalemme, che mosse contro i Gabaoniti. Con una marcia forzata Giosuè e il suo esercito accorsero in aiuto degli assediati, e Geova magnificò la Sua potenza infliggendo un colpo travolgente ai re alleati di Canaan.
    Fu in questa occasione che Geova gettò dal cielo sui nemici fuggenti grandi pietre, uccidendone più di quanti ne avessero colpiti gl’Israeliti con la spada. Poi, un miracolo ancora più grande! Giosuè gridò: “Sole, fermati su Gabaon, e tu, luna, sulla valle d’Aialon”. Il Signore l’esaudì, e il sole continuò a dar la sua luce per la durata di circa un giorno intero. (10:11-14) Gli alti critici, che non credono alla Bibbia, cercano di negare il miracolo divino di fermare il sole nel suo corso, o almeno di rimpicciolirlo o “annacquarlo”, dicendo che fu un’illusione ottica o un errore dell’ora del giorno, o qualche altra insipida sostituzione. La Parola di Geova fornisce il racconto verace, accettato da uomini di fede, e non è necessario sovrapporre alla narrazione biblica teorie umane e vane speculazioni. La battaglia di Armaghedon, prefigurata da questo combattimento di Gabaon, vedrà atti di Geova in proporzioni molto più grandi, che convinceranno, a costo della loro vita, quelli che deridono il potere di Geova di operar miracoli.
    La fama di Giosuè si sparse. Nel settentrione i capi cananei si unirono insieme e radunarono un innumerevole esercito, del tutto equipaggiato per la battaglia, alle acque di Merom. Giosuè condusse i suoi eserciti verso il settentrione e piombò improvvisamente sui nemici riuniti a Merom. Essi furono messi in fuga, e Giosuè travolse la parte settentrionale di Canaan in una marcia vittoriosa che fece ascendere il risultato delle sue conquiste a trentuno re, elencati in Giosuè capitolo 12. I nemici non furono estirpati mediante questa guerra; ciò non era il proposito di Geova in quel tempo. (Deut. 7:22; Giud. 2:20-23) La loro potenza e la loro resistenza organizzata, tuttavia, furono infrante. (11: 23; 21:43-45).
    Sei anni di guerra quasi continua erano trascorsi da quando era stato attraversato il Giordano in piena. Ora ebbe luogo la divisione della terra fra le tribù per una eredità. Inoltre, fu durante questo tempo di divisione della terra che il tabernacolo della congregazione fu posto a Sciloh, le quarantotto città furono assegnate ai Leviti, e sei di loro furono designate come città di rifugio. (20:1-9; Num. 35:6, 7) Quindi, dopo un periodo di tempo non rivelato, Giosuè radunò la nazione e in un discorso d’addio diede saggi consigli, esortando tutti ad essere valorosi in battaglia e ammonendoli contro le insidie della religione demonica. In seguito egli fece un resoconto delle potenti opere compiute dal Signore a favore del Suo popolo, esortò gli Israeliti a servire Geova invece degli dèi pagani, e mise la contesa chiaramente dinanzi al popolo con queste parole: “Scegliete oggi a chi volete servire: . . . quanto a me e alla casa mia, serviremo all’Eterno”. (24:14, 15).
    Il libro di Giosuè narra pertanto la storia della conquista di Canaan con la forza di Geova, la divisione della Terra Promessa fra le dodici tribù, l’istituzione del tabernacolo a Sciloh, la sistemazione dei Leviti, e le due stimolanti e finali esortazioni di Giosuè. Esso ben prefigura come il più grande Giosuè, Cristo Gesù, come giustiziere di Geova, libererà la terra da tutti i nemici di Dio ad Armaghedon. Geova salva!