Annunziante il Regno di Geova
Annunziante il Regno di Geova
Venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo cosi in terra.
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Lo studio della bibbia

 
 
    Il libro di Ester prende nome dal personaggio principale, e non dal suo scrittore, che in genere si crede sia stato Mardocheo. “Ester”, forma persiana dell’equivalente termine ebraico “Hadassah”, significa “fresco mirto”. Gli Ebrei chiamarono il libro semplicemente Meglliàh, che vuol dire “rotolo, volume”. La canonicità o autenticità del libro è messa in dubbio da molti. La principale obiezione non è basata su prove storiche o su una ben fondata analisi critica, ma sull’arbitraria, emotiva reazione suscitata dal fatto che nella narrazione non compare nemmeno una volta il nome di Dio.
    Nell’intero libro aleggia uno spirito di fedeltà e integrità verso Dio e di profondo interesse per la causa del popolo di Dio. Il fatto che Mardocheo rifiutò risolutamente di rendere onore e inchinarsi al nemico di Dio, Haman l’Amalekita, dimostra che Geova e la sua legge erano riconosciuti e ubbiditi da Mardocheo. La direzione divina negli avvenimenti è implicita in Ester 4:14. In 9:31 la parola “grido” indica indubbiamente preghiera. Inoltre, l’accusa di Haman diceva che i Giudei delle province non si attenevano strettamente a tutte le leggi del re ma avevano una legge loro propria, diversa da quelle di tutti gli altri popoli. Ovviamente, Haman suscitava la solita obiezione di tutti i politicanti religiosi contro l’aderenza del popolo di Geova alla legge teocratica. -3:1, 2, 8.
    La canonicità del libro di Ester può essere stabilita in base ai seguenti motivi: I Giudei lo hanno sempre accettato nel cànone ebraico della Bibbia e lo hanno tenuto nella più alta stima. Fu probabilmente accettato nel cànone ebraico da Esdra, che visse nei tempo in coi si verificarono gli avvenimenti narrati ed era quindi in grado di accertarne l’autenticità. Egli lo avrebbe certamente escluso se fosse stato una favola. Sebbene scritto in ebraico contiene i persianismi ed aramaismi che allora contaminavano la lingua ebraica; a questo riguardo le sue espressioni assomigliano a quelle dei libri di Esdra, Nehemia, e Primo e Secondo Cronache. Il racconto ha l’accento della veridicità perché è in complete accordo con i tempi nei quali è storicamente collocato. Un altro vigoroso argomento a favore della sua autenticità e del suo fondamento storico è il fatto che ancora oggi i Giudei celebrano la festa del Purim ordinata da Mardocheo, a ricordo della loro liberazione in quel tempo. L’argomento più convincente; comunque è costituito dal quadro profetico degli avvenimenti del libro di Ester che ora, in questi “ultimi giorni”, hanno adempimento sotto la guida di Geova.
    C’è qualche divergenza di opinione circa lo scrittore del libro. Vi sono studiosi che ne danno il credito a Esdra. Esdra probabilmente portò il libro con sé quando andò da Babilonia a Gerusalemme, nel 467 a. C, e lo aggiunse al cànone ebraico di allora che era ancora in formazione. Tuttavia è più probabile che sia stato Mardocheo a scrivere il racconto, perché egli era in grado di conoscere tutti i dettagli riportati nella narrazione della vita privata di Mardocheo ed Ester, della famiglia di Haman e in particolare dei ragguagli domestici del palazzo di Susan. Inoltre, al tempo della sua assunzione al servizio del re egli avrebbe potuto consultare le registrazioni ufficiali menzionate nei racconto.
    In qual tempo si verificarono gli avvenimenti riportati? Fu quando l’impero persiano si estendeva “dall’India sino all’Etiopia”. (1:1) Questo indicherebbe Dario II come il primo possibile governante con tale potere, e il linguaggio del libro, gli avvenimenti e costumi esposti e la sua inclusione nel cànone per mezzo di Esdra non permetterebbero di attribuire gli avvenimenti a un periodo successivo al regno di Artaserse III. Fra questi due monarchi persiani vi fu Serse. L’Assuero del racconto di Ester dev’essere stato uno di questi tre. Nel dodicesimo anno del suo regno questo Assuero non sembrava troppo bene informato sui Giudei e le loro credenze, né disposto a favorirli, perché si fece troppo presto influenzare da Haman decretando la loro distruzione, Dario II si sarebbe difficilmente adattato a questo; egli conosceva bene i Giudei e li aveva favoriti al principio del suo regno, prima del suo dodicesimo anno di governo. Né avrebbe potuto adattarvisi Artaserse III, perché egli favorì in modo speciale i Giudei nel suo settimo anno ed ancora nel suo ventesimo anno di regno. L’Assuero del racconto di Ester deve quindi essere stato Serse. La Versione di Ricciotti lo conferma nella sua introduzione del libro.
    Quando dunque regnò Serse? Cominciò a regnare dopo il lungo regno di Dario II, verso il 486 a. C; generalmente gli storici dicono il 485 a, C. In quanto ai tempo della fine del suo regno c’è disaccordo. La maggior parte delle enciclopedie dice che il suo regno durò ventun anni, fino al 465 a, C, e che poi ascese al trono Artaserse III. Ma il più accurato storico profano di quei tempi vissuto durante il regno di Artaserse III, Tucidide, con l’ausilio di una tavola cronologica di Diodoro stabilisce che la fine del regno di Serse e il principio di quello di Artaserse ebbero luogo nell’anno 474 a. C. Secondo questo calcolo, il ventesimo anno di Artaserse III sarebbe il 455 a. C. , il che e esatto e stabilisce correttamente il tempo per l’inizio del conto delle settanta settimane predette in Daniele 9: 24, 25. La cronologia di Usher, abitualmente usata nelle note in calce della Bibbia, concorda nel ritenere di più breve durata il regno di Serse e riporta il 456 a. C. come il ventesimo anno del regno di Artaserse; ma in questo caso i compilatori delle note in calce della Bibbia non si sono serviti della cronologia di Usher ma hanno attribuito a Serse un regno più lungo, sbagliando quindi il tempo dell’importante ventesimo anno di Artaserse III. In realtà Serse regnò dodici anni interi e forse cominciò il suo tredicesimo, dal 486 fino al 474 a. C. Gli avvenimenti del libro di Ester vanno’ dal suo terzo al dodicesimo anno, periodo di circa dieci anni.
    Il libro di Ester è pieno di drammatici avvenimenti. Prima vien fatto il racconto della elevazione alla regalità della fanciulle: giudea Hadassa o Ester, a causa della ribellione della regina Vashti la quale, chiamata dal re Assuero, aveva rifiutato di mostrarsi. Con una disposizione suggerita dai consiglieri del re, Ester fu infine scelta come nuova regina dell’impero persiano. (1:1-2:20) In seguito Mardocheo, che aveva agito come consigliere di Ester nella sua assunzione a regina, scoprì un complotto per l’uccisione di Assuero. Egli ne avvisò Ester, che trasmise l’informazione al re in nome di Mardocheo. I cospiratori furono impiccati. -2:21-23.
    Haman l’Amalekita o Agaghita è promosso dal re a una posizione superiore a quella di tutti gli altri principi. La sua vanità è stimolata dai riverenti inchini di tutti i servitori del re alla porta; ma è punta dal costante rifiuto di Mardocheo, che pure è assegnato alla porta del re. Pieno d’ira Haman complotta la distruzione non solo di Mardocheo ma anche di tutti i Giudei delle province. Le leggi di Geova che essi osservano e che proibiscono d’inchinarsi alle creature infastidiscono il va-naglorioso Haman e lo spingono a spazzarli via tutti dal reame. Dopo aver cerimoniosamente tirato il Pur o sorte, Haman si rivolge al re Assuero, pone in falsa luce il popolo di Geova e lo accusa di sedizione, ottenendo l’autorizzazione di scrivere un decreto di distruzione dei Giudei. In tutto l’impero vengono inviati corrieri col messaggio, ed il tredicesimo giorno del dodicesimo mese, Adar, è stabilito per l’insurrezione e il massacro antisemitico. -3:1-15.
    Ora, Assuero non sapeva che la regina Ester fosse giudea. Ma lo seppe per tempo, e si servì del proprio potere per salvare lei ed il suo popolo. Ecco come si svolsero gli avvenimenti: dopo un urgente avvertimento del cugino Mardocheo Ester mette in pericolo la propria vita presentandosi al re senza essere chiamata; ella invita lui ed Haman a un banchetto, quindi in questa occasione rinnova l’invito per il giorno dopo. Haman, la cui gloria è offuscata solo dalla vista dell’inflessibile Mardocheo, con giubilo si vanta presso la moglie e gli amici, e per loro consiglio innalza una forca alta cinquanta cubiti per impiccarvi Mardocheo. Contro il cospiratore si addensano le avversità quando, chiestogli il giorno dopo quale onore dovrebbe rendersi alla persona della quale il re si compiace, e presumendo di essere egli stesso tale persona, descrive una ricca e cerimoniosa cavalcata per le vie della città, solo per apprendere che Mardocheo è la persona che deve essere onorata e che egli è designato per condurre il corteo; comincia il secondo banchetto di Ester; ella supplica per la preservazione di se stessa e del suo popolo giudeo; alla irata richiesta del re addita il malvagio Haman quale autore del disegno del massacro, e ode il re ordinare l’impiccagione dell’antisemita alla forca rizzata per Mardocheo. Il posto di Haman viene preso da Mardocheo; il re autorizza Mardocheo a mandare un decreto che permette ai Giudei di difendersi nel giorno del proposto massacro; in quel giorno i vittoriosi Giudei uccisero 75.810 nemici. Viene istituita la festa del Purim col comando di celebrarla nelle generazioni a venire. Il libro termina con una breve menzione della prosperità di Mardocheo nel reame. -4:1-10:3.