Annunziante il Regno di Geova
Annunziante il Regno di Geova
Venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo cosi in terra.
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Lo studio della bibbia

 
Secondo Re
 
    La conclusione di Primo Re lascia ancora da narrare circa 300 anni di storia dei re giudaici. La fine per entrambi i regni di Israele e Giuda è raggiunta in Secondo Re. Benché lo storico ispirato continui in Secondo Re a riportare l’una accanto all’altra le due registrazioni dei due regni come in Primo Re, questa breve rassegna rivolgerà l’attenzione prima sul regno d’Israele, tracciandone la fine, e poi al regno di Giuda, narrandone la storia fino ai suoi ultimi giorni nel memorabile anno 607 a. C.
    Achazia, figlio di Achab, è assiso sul trono d’Israele, ma non per molto. A causa di un incidente egli manda messaggeri ad interrogare Baal-Zebub circa la sua guarigione. Elia va loro incontro, rimprovera Achazia perché interroga il dio pagano di Ekron, e predice la morte del re. Un capitano e cinquanta uomini sono inviati alla ricerca del profeta per condurlo dal re; il fuoco dal cielo li consuma. Una seconda compagnia subisce la stessa sorte. Un terzo gruppo si umilia, ed Elia torna con loro dal re e pronuncia la sua condanna, che è subito dopo suggellata con la morte. Joram (o Jehoram) ascende al trono. (1:1-18) Quindi Elia scompare dalla scena. In un turbine e un carro di fuoco egli scompare nel cielo; il suo mantello di profeta è preso da Eliseo, che riceve una porzione doppia dello spirito che era su Elia. (2:1-15).
    La morte di Joram è riportata solo sette capitoli dopo, e questi capitoli sono pieni di azione. (9:24) Moab si ribella contro Israele. Gli eserciti alleati d’Israele, Giuda ed Edom marciano all’attacco, ma inciampano in gravi difficoltà. Geova per mezzo di Eliseo indica la via della vittoria e i Moabiti vengono battuti. Eliseo moltiplica miracolosamente l’olio della povera vedova, risuscita il figlio della Shunamita, ciba miracolosamente cento uomini, guarisce Naaman dalla lebbra, fa venire a galla un ferro, e conduce al re d’Israele l’esercito dei Siri colpito di cecità quando aveva cercato di prender prigioniero il profeta. (3:4-6:23) Dopo di ciò la Siria assediò Samaria; la carestia dilagò nella città e questa sembrava destinata a cadere. Ma Eliseo predisse un tempo di abbondanza per il giorno dopo, e così fu. Geova fece ‘udire dei rumori’ all’esercito degli assedianti Siri; essi batterono frettolosamente in ritirata, lasciandosi dietro un grande bottino; provviste e ricchezze furono prese da Israele. (6:24-7:20) Dopo di ciò Hazael viene da Eliseo per chiedere quali speranze vi siano per il suo signore malato, Ben-Hadad, ed Eliseo predice che Hazael succederà a Ben-Hadad come re di Siria. Hazael uccide Ben-Hadad per farsi re. In un successivo scontro con i Siri Joram è ferito, e si ritira a Izreel per “farsi curare delle ferite”. Nel frattempo, Eliseo manda uno dei figli dei profeti per ungere Jehu come re sopra Israele e comandargli di distruggere l’intera casa di Achab. Jehu si dirige furiosamente su Izreel, rigetta qualsiasi offerta di pace finché la prostituzione religiosa dell’adorazione di Baal affligge il paese, e uccide Joram. Jehu è re d’Israele.
    Jehu è il solo re del settentrionale regno di dieci tribù che compie molte cose per il bene. Contro la casa di Achab egli agisce con una vendetta come giustiziere di Geova. La malvagia Jezabel muore sotto gli scalpitanti zoccoli dei cavalli di Jehu; le teste dei settanta figli di Achab sono accumulate in due mucchi presso la porta di Izreel; i parenti di Achab a Izreel son distrutti; raccogliendo per via il retto Gionadab, Jehu si affretta verso Samaria e quivi annienta tutti i parenti di Achab; simulando grande zelo per Baal, raduna tutti gli adoratori di Baal e li uccide; le immagini di Baal sono bruciate; il tempio di Baal è mutato in un “mondezzaio”. Per aver adempiuto con zelo il comando di Geova, Jehu ricevette la promessa che la sua casa avrebbe continuato a regnare per quattro generazioni. Tuttavia, Jehu non abolì l’idolatra culto del vitello d’oro né camminò interamente nella via del Signore. Durante il suo regno il Signore permise alla Siria di cominciare a sferrare attacchi contro tutti i confini d’Israele. Fu il principio della fine d’Israele. (9:30-10:36).
    Dopo ciò i seguenti re d’Israele si succedono l’uno all’altro: Joachaz, Joas, Geroboamo II, Zaccaria, come discendenti di Jehu; e Shallum, Menahem, Pekachia, Pekah e Hosea. Tre interregni o interruzioni nella storia dei regni, per trenta anni, contrassegnano questo periodo. In questo tempo ci sono altri conflitti con la Siria, e Joas riporta tre vittorie predette da Eliseo, e durante il suo regno il profeta muore. Nessuno di questi re fece bene; tutti furono empi nel cospetto di Geova. Infine, Hosea, il ventesimo re d’Israele, ascende al trono assassinando il suo predecessore. Egli è assoggettato a Salmanasar re d’Assiria e gli rende tributo. Passano alcuni anni, e Hosea tratta col re d’Egitto per ricevere aiuto contro l’oppressivo monarca assiro. Le orde assire si spargono rapidamente nel regno di dieci tribù in una travolgente invasione; nel 740 a. C. Samaria cade, dopo tre anni di assedio. Il regno settentrionale d’Israele è condannato, dopo 258 anni di esistenza. Gli Israeliti superstiti, eccetto un piccolo rimanente che scampò nel regno di Giuda, sono portati come prigionieri in Assiria. Al loro posto il re d’Assiria trasferì in Palestina idolatre genti pagane e “le stabilì nelle città della Samaria in luogo dei figliuoli d’Israele; e quelle presero possesso della Samaria, e dimorarono nelle sue città”. (13:14-25; 17:1-24).
    Il regno di Giuda durò 133 anni più di quello della casa d’Israele. Al tempo della caduta d’Israele in potere dell’Assiria Ezechia era re di Giuda. Ma ora torniamo al principio della storia di Secondo Re, e vi troviamo il figlio di Giosafat, Jehoram, assiso sul trono di Giuda. Il suo regno di otto anni fu contaminato da malvagità religiose, simili a quelle della casa di Achab. Egli aveva preso per moglie Athalia, figlia del malvagio re d’Israele Achab. Da questa unione sorse il successore di Jehoram, Achazia, un altro malfattore. La sua fine giunse quando egli andò a Izreel per fraternizzare col ferito re israelita, Joram. Jehu e i suoi uomini eliminarono entrambi questi adoratori di Baal. (8:16-29; 9:27).
    Dopo la morte di Achazia, sua madre Athalia lanciò una campagna di assassinio contro la progenie reale e usurpò il trono di Giuda per se stessa. Tuttavia, suo nipote Joas fu preservato per sei anni nei recinti del tempio, e quindi fu stabilito come re. Il sommo sacerdote Jehoiada non tenne conto delle finte grida di “Congiura! Congiura!” emesse da Athalia; invece, la fece cacciare fuori e uccidere. Joas fece restaurare il tempio del Signore, e fece ciò che era giusto finché visse Jehoiada. In seguito, egli cadde vittima della religione, e finì col morire assassinato. (11:1-12:21) I successivi tre re di Giuda, Amatsia, Azaria (Uzzia) e Jotham furono menzionati favorevolmente per aver fatto ciò che era giusto, ma nessuno di loro tolse gli alti luoghi e i boschetti impiegati nell’adorazione demonica. (14:1-4; 15:1-4, 32-35) Poi venne l’abominevole regno di Achaz, che “seguì la via dei re d’Israele, e fece perfino passare il suo figliuolo per il fuoco”. Ma sebbene il Diavolo gongolasse durante il regno di Achaz, lo aspettavano delusione e sconfitta quando il figlio di Achaz, Ezechia, ascese al trono di Giuda. La sua opera purificatrice contro la religione idolatra fu completa. Furono abbattuti gli alti luoghi e i boschetti; le immagini furono frantumate. Questa dunque era la purificata condizione del regno di Giuda allorché la distruzione piombò sull’idolatra Israele a settentrione, nel sesto anno del regno di Ezechia, nell’anno 740 a. C. (16:1-4; 18:1-10).
    Otto anni dopo la caduta di Samaria, Sennacherib re d’Assiria invade Giuda. Gli ingiuriosi e altezzosi discorsi del suo servitore Rabsheké non impauriscono Ezechia, la cui fede è rafforzata da Isaia. In una notte Geova uccide 185.000 Assiri e rimanda l’arrogante Sennacherib al proprio paese, dove muore. (18:14-19:37) Al malvagio regno di Manasse e a quello di Amon succede il buon governo di Giosia. I suoi ampi restauri della casa del Signore portano alla luce una copia del libro della legge, della quale le copie scritte erano state perdute ed erano divenute sconosciute nelle precedenti cadute di Giuda nell’idolatria. Un ripristinamento della vera adorazione di Geova si estende nel paese. Giosia fa leggere la legge al popolo, si dà nuovo risalto al patto con Geova, e l’idolatria è distrutta. (22:1-23:25) Nondimeno, il tramonto di Giuda era vicino.
    Joachaz, figlio di Giosia, fu detronizzate da Faraone Neco e sostituito da Joiakim. Poco tempo dopo Babilonia vinse definitivamente la lotta contro l’Egitto per il potere, e Joiakim si trovò sotto il suo con-trollo. Joiakim si ribellò, ma il figlio Joiakin si arrese ai Babilonesi che assediavano Gerusalemme. Dopo 37 anni di prigionia a Babilonia, Joiakin fu innalzato nel favore del re babilonese. (25:27-30) Il fiore del popolo di Giuda fu portato in cattività a Babilonia; Sedechia fu fatto re. Come i tre re precedenti, egli fece il male nel cospetto del Signore. La sua ribellione contro Babilonia nel suo nono anno provocò il completo rovesciamento del piccolo regno di Giuda, nell’undicesimo anno del suo re-gno. Il tempio e altri magnifici edifici di Giuda furono rasi al suolo col fuoco. La maggioranza degli Ebrei fu condotta in cattività a Babilonia; i pochi poveri rimasti fuggirono in Egitto due mesi dopo, nel settimo mese del memorabile anno 607 a. C. Il paese fu desolato. Il messaggio di Geova annunciato da Ezechiele a Sedechia si adempì: “Ruina! ruina! ruina! Questo farò di lei; anch’essa non sarà più, fin-ché non venga colui a cui appartiene il giudizio [o il diritto], e al quale lo rimetterò”. (23:29-25:26; Ezech. 21:32).
    I due libri di Re e i loro annali sono un notevole avveramento delle predizioni mosaiche circa le conseguenze nazionali dell’ubbidienza e della disubbidienza. Certo la “nazione il cui Dio è Geova” deve fuggire l’idolatria!