Annunziante il Regno di Geova
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Venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo cosi in terra.
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Lo studio della bibbia

 
Formazione del cànone della bibbia e il suo completamento
 
    Il cànone della Bibbia è il catalogo o la collezione dei libri ispirati dallo spirito santo di Dio. Il termine “cànone” deriva dalla parola ebraica qanéh, che significa “canna”. La parola greca corrispondente è kanòn, che anche significa “una canna, o un bastone dell’agrimensore, un regolo”, qualche cosa con cui si può prendere delle misure e anche tirar linee diritte. In altri termini, il cànone della Bibbia è il regolo mediante il quale può essere determinata l’esatta verità o la vera dottrina. Geova Dio l’ha benevolmente provveduto affinché i suoi servitori fossero protetti dalla religione seduttrice. Il cànone non è stato affidato al popolo di Dio tutto in una volta, ma si è formato durante i secoli.
    Il cànone cominciò ad essere messo per iscritto al tempo di Mose, ed era molto appropriato che Geova Dio vi contribuisse per primo scrivendo i Dieci Comandamenti. In seguito Geova Dio disse a Mosè di scrivere in un libro le leggi, gli ordinamenti, gli statuti e i regolamenti per la teocrazia tipica. Dopo di allora il cànone della Bibbia ebbe continuo sviluppo mediante altre aggiunte.
    Per quanto riguarda il cànone delle Scritture Ebraiche, questo avvenne fino alla composizione dell’ultimo libro, Malachia. Questi libri, da Genesi a Malachia, non hanno lo stesso ordine seguito dalle moderne Bibbie italiane. Ecco le loro divisioni e suddivisioni e il loro ordine nelle Bibbie ebraiche:
    1. Il Pentateuco: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio.
    2. I Profeti: Anteriori: Giosuè, Giudici, 1 e 2 Samuele e 1 e 2 Re. Posteriori: (maggiori) Isaia, Geremia ed Ezechiele; (minori) Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Nahum, Habacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria e Malachia.
    3. Gli Agiografi (parola greca che significa “scritti sacri”; in ebraico Ketubìm, che significa “cose scritte” o “gli scritti”) : Salmi, Proverbi, Giobbe, Cantico de’ Cantici, Ruth, Lamentazioni, Ecclesiaste, Ester, Daniele, Esdra, Nehemia e 1 e 2 Cronache.
    Il Diavolo cerca sempre di aggiungere ‘mosche morte per far puzzare e imputridire l’olio’. (Eccl. 10:1) Egli cerca di suscitare confusione sulla Parola di Dio e di contaminarla immischiandovi ciò che è falso ed erroneo. Satana vorrebbe aggiungere quindi alla Parola di Dio cose che non ne fanno parte. (Deut. 4:2; Prov. 30:6; Apoc. 22:18) Dio decretò che ci sarebbe stato un termine per i libri del cànone ebraico, e questi libri ebbero termine con la profezia di Malachia. Il cànone della Bibbia ebraica era quasi, se non del tutto, completo con lo scriba Esdra, nel quinto secolo avanti Cristo. Probabilmente doveva ancora esservi aggiunta soltanto la profezia di Malachia.
    Cercando di precisare il tempo in cui furono scritti certi libri biblici, molti “alti critici” sostengono che siano stati scritti molto più tardi di quanto lo fossero effettivamente, basando tali asserzioni sul fatto che descrivono avvenimenti che non potevano di certo essere stati riportati dallo scrittore originale, poiché avvenuti dopo la sua morte. Ma ciò non rimanda necessariamente il tempo della composizione ad una data posteriore. Un fatto importantissimo che bisogna sempre ricordare è che lo spirito santo di Dio ha operato sino al completamento del cànone delle Scritture Ebraiche. Pertanto, se in tali libri vi sono state alcune aggiunte chiamate anacronismi (avvenimenti segnati ad una data errata secondo la cronologia), queste inserzioni o aggiunte saranno state approvate da Dio perché i suoi servitori le avranno fatte sotto la guida dello stesso spirito di Dio che aveva ispirato l’originale composizione dei libri.
    La prima versione o traduzione del cànone ebraico fu fatta in lingua greca, e fu conosciuta come Versione dei Settanta. Questa versione attualmente contiene libri apocrifi, ma in origine non li aveva; si conformava al moderno cànone giudaico delle Scritture.
    Abbiamo antichissime prove dell’esattezza del cànone ebraico. Però alcuni potrebbero domandare: “Ebbene, come si può ritenere preciso il cànone ebraico, se consideriamo gli antichi manoscritti o codici, come il Ms. Alessandrino del quinto secolo dopo Cristo, il Ms. Vaticano del quarto secolo dopo Cristo, il Ms. Sinaitico del quarto secolo dopo Cristo, e i Mss. Beza del sesto secolo dopo Cristo, i quali contengono tutti alcuni libri apocrifi?” A questo riguardo si notino i seguenti fatti: Durante i primi quattro secoli dell’era cristiana, cioè, fino alla fine del quarto secolo (precisamente fino all’anno 397), i soli cataloghi cristiani dei libri ispirati della Bibbia ebraica accettati dalle congregazioni cristiane erano quelli che comprendevano soltanto il cànone ebraico delle Scritture. Tali cataloghi escludevano i libri apocrifi.
    Nell’anno 397 al Concilio di Cartagine Agostino, il “Santo” cattolico romano, presentò un cànone ingrandito, che comprendeva i libri apocrifi. Quel concilio decretò quali libri dovessero essere considerati ispirati e canonici nell’ “Antico Testamento”. Ma tale catalogo istituito dal suddetto concilio non fu approvato o accettato da nessuna autorità greca, vale a dire, da nessuna organizzazione di Chiesa Orientale. Anche nell’occidente, però, vi furono alcuni associati della Gerarchia Cattolica Romana, preminenti nei loro cerchi ecclesiastici, i quali si attennero al cànone ebraico delle Scritture ed esclusero i libri apocrifi; e questo gruppo di aderenti continuò ad esistere fino al tempo della Riforma Protestante.
    Il Concilio di Trento (1546) nella sua quarta sessione decretò che tutti i libri elencati nel suo cànone ingrandito, compresi anche i libri apocrifi, fossero di “venerazione uguale”. Questo decreto fu approvato dalla maggioranza, eppure non senza opposizione. Fra i cattolici c’è con-fusione riguardo a ciò che costituisce il cànone biblico, ma i testimoni di Geova hanno la certezza che esso, quale si trova nelle Bibbie attualmente più diffuse, è completo.

    Completamento del cànone della bibbia

    Fra i libri canonici delle Scritture Ebraiche e l’inizio delle Scritture Greche v’è un distacco di secoli. Potremmo chiedere: Perché questo distacco, che cominciò prima dell’anno 280 a. C, data in cui il cànone ebraico fu tradotto in greco per costituire la versione greca dei SETTANTA? Perché evidentemente ciò che ebbe luogo durante questi secoli fino alla venuta del Signore Gesù Cristo non era di nessun valore tipico. In questo intervallo si permise che la religione si sviluppasse fra i Giudei in modo più subdolo che non la volgare idolatria praticata precedentemente. Modo più subdolo per il fatto che procurò di mettere in disparte o sopprimere l’ispirato cànone della Parola di Dio facendo fiorire una vasta quantità di scritti tradizionali, conosciuti come Talmud ebraico.
    Prima di considerare il cànone delle Scritture Greche, diremo sul cànone ebraico e sul suo completamento qualche cosa che ci dà vera autorità per accettarlo. Principalmente è confermato nei detti e scritti del Signore Gesù Cristo e dei suoi apostoli. Poiché accettarono il cànone ebraico quale ispirata Parola di Dio essi si riferivano ad esso continuamente, facendone citazioni brevi e lunghe. L’enciclopedia inglese di McClintock e Strong riporta che nelle Scritture Greche dopo Cristo gli scritti citano da tutti i libri della Bibbia ad eccezione di Ruth, Esdra, Nehemia, Ester, Cantico de’ Cantici, Lamentazioni ed Ezechiele. Il Nuovo Testamento Greco, di Nestle, eminente studioso tedesco, dimostra che i libri ebraici di Ruth, Esdra, Cantico de’ Cantici ed Ecclesiaste sono i soli non citati o indicati nelle Scritture Greche. Né Cristo né gli apostoli né altri scrittori delle Scritture Greche citarono da qualsiasi libro apocrifo.
    Gesù chiamò il cànone ebraico le “Scritture” o la “Legge”; ed in Luca 24:44 si riferì all’intero cànone ebraico, chiamandolo ‘la legge, i profeti e i Salmi’, non volendo dire con “salmi” il solo libro dei “Salmi”, ma intendendo gli Agiografi, la terza parte del cànone ebraico. Il libro dei Salmi era semplicemente il libro iniziale degli Agiografi; e, proprio come gli Ebrei indicano il nome di un libro con la sua parola o termine iniziale, così gli Agiografi erano chiamati dal nome del primo libro, che era i Salmi. Questo dimostra che il cànone delle Scritture Ebraiche fu completato prima del tempo di Cristo. Gesù l’accettò e citò da esso.
    Sebbene, mentre Cristo Gesù era sulla terra, il cànone ebraico fosse completo, il cànone della Bibbia non lo era. Dovevano esservi aggiunti altri ventisette libri, i libri delle Scritture Greche Cristiane. Il Signore Gesù Cristo era contrario alle tradizioni orali, il Mishnah. Pertanto, malgrado Gesù stesso non avesse scritto nulla del cànone della Bibbia, sicuramente non avrebbe lasciato alla tradizione il compito di riportare le cose concernenti lui stesso e i suoi seguaci. Le informazioni erano confermate per bocca di almeno due o tre testimoni. Matteo, Marco, Luca e Giovanni scrissero la testimonianza. Inoltre, Gesù mandò lo spirito santo per far loro rammentare tutte le cose, affinché non ci fosse nessun errore nel racconto delle cose dette da Gesù. Giov. 14: 26.
    Oltre ai quattro Vangeli furono aggiunti al cànone della Bibbia il libro storico di Atti, le quattordici epistole di Paolo, una di Giacomo e una di Giuda, due di Pietro, tre di Giovanni, e all’ultimo posto viene il libro altamente profetico di Apocalisse. Questi scritti o erano d’interesse generale oppure furono intestati alle congregazioni o ai rappresentanti. Coloro che li ricevevano apprezzavano il loro alto valore, preservavano gli scritti originali, e ne facevano delle copie perché fossero diffuse ai Cristiani dappertutto. Indipendentemente dalla loro prima destinazione gli originali erano ispirati e miravano ad una vasta diffusione per uso generale e per consultazione. Tutti i libri delle Scritture sono profittevoli ai Cristiani, affinché siano pienamente preparati per ogni opera buona. Nella sua seconda epistola Pietro conferma gli scritti di Paolo e classifica tutte le sue epistole con le altre Scritture. Ciò indica che erano divenute parte del cànone della Bibbia; indica inoltre che queste lettere paoline erano state già messe in circolazione generale alla pari con le Scritture Ebraiche. (2 Piet. 3:15, 16) Nell’ultimo decennio del primo secolo dell’era cristiana, Giovanni ebbe il privilegio di completare il cànone greco.
    Ciò che lega insieme l’intera Bibbia è lo spirito santo di Dio, quella forza attiva che cominciò e terminò la composizione del cànone. Evidenze intrinseche indicano che è ispirato, essendo completamente armonioso; e i suoi nemici non hanno potuto distruggerlo, malgrado i loro sforzi durante un periodo di migliaia di anni. Sal. 100: 5; 1 Piet. 1: 23, 25.