Annunziante il Regno di Geova
Annunziante il Regno di Geova
Venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo cosi in terra.
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Verità bibliche

 
CHE COS'È L'UOMO?
 
     Dorante i secoli le domande: Che cos’è l’uomo? Ha egli un’anima immortale? e, Qual è il destino umano? sono state oggetto di grandi discussioni fra i pensatori di questo mondo. Per molto tempo ecclesiastici, scienziati e chirurghi si sono sforzati per dare a queste domande una risposta soddisfacente. Gli scienziati e i chirurghi rispondono a queste domande secondo i fatti che hanno constatato nel loro studio dell’anatomia dell’uomo. I capi religiosi di questo mondo rispondono secondo la conoscenza che hanno acquistato in scuole religiose o seminari teologici.
     Gli scienziati e i chirurghi sono giunti alla conclusione che l’uomo sia semplicemente una forma superiore di vita animale, che abbia un organismo più complesso e sia in grado di esercitare facoltà maggiori di quelle di qualsiasi altra forma di vita animale. Essi non hanno potuto trovare nell’uomo alcuna definita prova d’immortalità. Non possono trovare alcuna evidenza per indicare che l’uomo abbia un’anima immortale. Ma i capi religiosi del mondo sostengono che l’uomo abbia un’anima immortale e che questa sia la più grande differenza che esiste fra l’uomo e le altre forme di vita. Essi dicono che l’anima sia la parte immortale e spirituale dell’uomo.
     Affinché Dio sia riconosciuto verace noi faremo uno studio di queste domande e troveremo le risposte nella sua Parola, la Bibbia. Altri potrebbero rispondere secondo le opinioni e gli scritti di uomini, ma se tali opinioni e scritti non sono fermamente basati sulle Sacre Scritture non daranno alle domande una risposta corretta. Dato che le persone sincere desiderano risposte corrette, sarà citata la Bibbia quale autorità per tutto ciò che si afferma. Il salmista espresse un atteggiamento giusto quando disse : “0 Eterno [Geova], fammi conoscere le tue vie, insegnami i tuoi sentieri. Guidami nella tua verità ed ammaestrami; poiché tu sei l’Iddio della mia salvezza”. —Salmo 25:4,5.
     Ora abbiamo la domanda : Che cos’è l’uomo? Il salmista fece una domanda simile, in Salmo 8:4-8, come segue : “Che cos’è l’uomo che tu n’abbia memoria? e il figliuol dell’uomo che tu ne prenda cura! Eppure tu l’hai fatto poco minor di Dio [inferiore agli angeli, Ti], e l’hai coronato di gloria e d’onore. Tu l’hai fatto signoreggiare sulle opere delle tue mani, hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi : pecore e buoi tutti quanti ed anche le fiere della campagna; gli uccelli del cielo e i pesci del mare, tutto quel che percorre i sentieri de’ mari”. Queste parole furono in realtà una profezia, come l’apostolo Paolo mostra in Ebrei 2: 5-10. Ivi egli le applica al Figlio di Dio, che divenne “l’uomo Cristo Gesù” e fu pure chiamato “il Figlio dell’uomo”, e che fu coronato di gloria e d’onore in cielo. — Matteo 16:13, 27, 28 e 1 Timoteo 2:5, 6, TI
     Descrivendo la creazione dell’uomo originale Genesi 2: 7 dichiara con molta semplicità: “L’Eterno Iddio formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale, e l’uomo divenne un’anima vivente”. Apprendiamo così che l’uomo è composto di due cose, cioè, della “polvere della terra” e dell’” alito vitale”. Queste due cose formarono l’anima o creatura vivente chiamata uomo. Se avete una Bibbia con note marginali o ai lati o in fondo alle colonne dei versetti della Scrittura, potete leggere Genesi 1: 20, 30 e notare che pesci, uccelli e animali appartengono alla classe delle “anime viventi”, poiché le note marginali indicano che in questi versetti si potrebbe leggere “anima” invece di “creatura” e “vita”. La verità biblica che bestie e uomini sono anime è indicata pure in Numeri 31: 28, che dice : “E dagli uomini che sono andati a combattere separerai un tributo per il SIGNORE: un’anima ogni cinquecento [catturati], sia delle persone che dei buoi, degli asini e delle pecore”. — Versione del re Giacomo.
     Vediamo dunque che la pretesa dei religiosi che l’uomo abbia un’anima immortale e che sia per questo diverso dalla bestia non è scritturale. La Bibbia dichiara che l’uomo e la bestia sono anime, e che la preminenza dell’uomo è dovuta al fatto ch’egli è una forma di creatura superiore e in principio ricevette il dominio sopra le forme inferiori di vita animale. (Ecclesiaste 3:18-21) Il primo uomo, Adamo, fu creato anima vivente, e in nessun luogo si afferma che ricevesse un’anima immortale. — 1 Corinzi 15:45. Continuando il nostro esame troviamo che nella Versione Riveduta della Bibbia la parola italiana “anima” è adoperata per tradurre la parola ebraica nefesc e la parola greca psyché. La parola nefesc ricorre 745 volte nelle Scritture Ebraiche, e la parola psyché ricorre 102 volte nelle Scritture Greche (testo greco di Westcott e Hort). Impiegando una chiave biblica, come quella di Young, si possono trovare tutti i versetti dove queste due parole originali ricorrono. Tale accurata ricerca mostrerà che non si può trovare un solo passo in cui una o l’altra di queste parole originali intese per “anima” si unisca o colleghi con parole come “immortale, sempiterno, eterno, imperituro”. Non c’è un solo versetto della Bibbia che dichiari l’anima umana immortale. Atteniamoci dunque ai fatti della Parola di Dio, e non alle filosofie degli uomini.
     Le parole originali, nefesc e psyché, sono tradotte in italiano con diverse altre parole italiane nella nostra comune versione della Bibbia. Poiché queste parole originali comprendono nel loro significato le varie facoltà, funzioni e proprietà dell’anima umana, i traduttori adoperarono varie parole italiane per rendere il pensiero con linguaggio corretto. Pertanto a volte queste parole originali son tradotte in italiano con parole come “vita, mente, cuore, appetito, corpo”, ecc.

     L’ANIMA UMANA È MORTALE

     Il fatto che l’anima umana è mortale può essere ampiamente provato con un attento studio delle Sacre Scritture. Un’anima immortale non può morire, ma la Parola di Dio, in Ezechiele 18: 4, dice riguardo alle anime umane: “Ecco, tutte le anime sono mie; è mia tanto l’anima del padre quanto quella del figliuolo; l’anima che pecca sarà quella che morrà”.
     Nelle Scritture Ebraiche ci sono almeno cinquantaquattro passi dove la parola nefesc (anima) è usata in modo da mostrare che l’anima può essere trucidata o uccisa. Un esempio di questo è in Giosuè 10: 28-39 (Di). Qui trovate sette casi nei quali si dice che l’anima è trucidata, uccisa, o distrutta.
     È un fatto riconosciuto che tutte le carnali creature viventi hanno sangue vitale che circola nel loro corpo. Il profeta Geremia, parlando all’organizzazione giudaica dei suoi giorni che s’era macchiata di sangue, dichiarò : “E nelle falde della tua veste si è trovato il sangue delle anime poverelle e innocenti”. (Geremia 2:34, Ma) Ciò prova chiaramente che qui il termine “anime” è usato come sinonimo di creature di carne e sangue. Ci sono molti altri esempi simili a questo nella Bibbia.
     Nelle Scritture Ebraiche ci sono 243 passi dove la parola nefesc è adoperata per indicare che la persona è mortale, soggetta a varie specie di morte, da cui può esser salvata e liberata onde ne sia prolungata la vita. Uno di tali esempi è in Salmo 22: 20, 29 (Co, nota in calce) : “Riscuoti l’anima mia dalla spada, Tunica mia dalla zampa del cane! Tutti i ricchi della terra mangeranno e si prostreranno pure; dinanzi a Lui s’inchineranno tutti quelli che scendono nella polvere, la cui anima vien meno”. Nelle Scritture Greche la parola psyché è adoperata in modo analogo.
     II capitolo cinquantatré d’Isaia, che contiene la profezia delle sofferenze del Messia o Cristo, mostra con bellissimi esempi come la parola “anima” è adoperata nella Bibbia. Ai versetti 10-12 leggiamo : “E il Signore [Geova] volle schiacciarlo nei patimenti; se egli darà l’anima sua per il peccato, vedrà una discendenza di lunga durata, e la volontà del Signore [Geova] per mezzo di lui sarà adempiuta. Perche l’anima sua ebbe a soffrire, egli vedrà, e sarà saziato ; colla sua dottrina egli il giusto, il mio Servo, giustificherà molti, e porterà sopra di sé le loro iniquità. Perciò gli darò come parte una gran moltitudine, ed egli dividerà le spoglie dei forti, perché ha dato la sua anima alla morte, e fu contato cogli scellerati e ha portato i peccati di molti, e ha pregato per i trasgressori”. (Sa) Questa dottrina del riscatto mostra che un’anima (Adamo) peccò, e che per riscattare l’uomo si doveva compiere il sacrificio di una corrispondente anima (un uomo). ‘Dando la sua anima alla morte’ Cristo provvide per l’uomo il prezzo di riscatto. Questa dichiarazione della Scrittura fa capire chiaramente che anche l’uomo Cristo Gesù fu mortale. Egli non ebbe un’anima immortale : Gesù, anima umana, morì.
     Nelle Scritture Greche, Matteo 10:28 (NW) presenta un esempio dove la parola “anima” è adoperata per significare la vita futura dell’anima. Si legge: “Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo ma non possono uccidere l’anima; temete piuttosto colui che può distruggere sia l’anima che il corpo nella Geenna”. Il punto essenziale di questo versetto è che si deve temere Dio, perché egli può distruggere non soltanto il nostro presente corpo umano ma anche la possibilità della vita futura. La distruzione nella Geenna che qui si menziona vuol dire la morte da cui l'anima non risuscita a vita futura.

     IMMORTALITÀ

     Ora che abbiamo esaminato le Scritture sul soggetto dell’anima, è bene vedere ciò che la Parola di Dio insegna riguardo a immortale e immortalità. La Parola di Dio è verace quando dice che l’uomo (l’anima) è mortale e soggetto alla morte. Sorge ora la domanda: Chi possiede l’immortalità ? È mai condivisa con altri? Nella Versione Riveduta della Bibbia le parole immortale e immortalità ricorrono almeno sei volte. Esaminiamo ora ciascuna di esse.
     L’apostolo Paolo dice in due affermazioni che Dio e Gesù Cristo hanno l’immortalità. Una è in 1 Timoteo 1:17 e dice : “Or al re dei secoli, immortale [incorruttibile, Co, NW],invisibile, solo Dio, siano onore e gloria ne’ secoli de’ secoli. Amen”. L’altra è in 1 Timoteo 6:16 e dice : “Il quale solo possiede l’immortalità ed abita una luce inaccessibile; il quale nessun uomo ha veduto né può vedere; al quale siano onore e potenza eterna. Amen”. Solo Geova Dio è sempre stato immortale, ed egli conferì l’immortalità a Gesù Cristo quando fu risuscitato.
     L’immortalità viene presentata come qualche cosa che l’unto cristiano deve ricercare: “Vita eterna a quelli che con la perseveranza nel bene operare cercano gloria e onore e immortalità [incorruttibilità, NW;Co]”. — Romani 2: 7.
     Parlando della congregazione di fedeli cristiani che si considerano degni di prender parte alla prima risurrezione, Paolo dice: “Poiché bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità, e che questo mortale rivesta immortalità. E quando questo corruttibile avrà rivestito incorruttibilità, e questo mortale avrà rivestito immortalità, allora sarà adempiuta la parola che è scritta : La morte è stata sommersa nella vittoria”. (1 Corinzi 15:53, 54) Come Gesù, i membri della congregazione cristiana non rivestono l’immortalità finché non siano risuscitati.
     L’ultima menzione dell’immortalità nella Versione Riveduta sarebbe in 2 Timoteo 1:10, dove dice : “Ma che è stata ora manifestata coli’apparizione del Salvator nostro Cristo Gesù, il quale ha distrutto la morte e ha prodotto in luce la vita e l’immortalità [l’incorruttibilità, NW] mediante l’Evangelo”. Nella versione della Bibbia fatta dai cattolici a Douay le parole immortale e immortalità ricorrono dodici volte. Questo accade perché la Versione di Douay contiene i libri apocrifi o spuri, come Sapienza ed Ecclesiastico. Ecclesiastico 17: 29 dice : “Il figlio dell’uomo non è immortale”. Ma noi preferiamo la testimonianza dei libri apostolici della Sacra Scrittura la cui ispirazione è indiscussa piuttosto che attenerci a libri apocrifi scritti prima della “manifestazione del nostro Salvatore, Cristo Gesù”.
     Le Scritture dicono chiaramente che l’immortalità in principio apparteneva soltanto a Geova Dio. Cristo Gesù ricevette per primo l’immortalità in compenso della sua fedele condotta terrena, ed ora viene data anche a quelli che fanno parte della vera congregazione o “corpo di Cristo”. L’immortalità è la ricompensa dei fedeli. L’uomo non la riceve automaticamente alla nascita.
     Poiché ora l’uomo è un mortale peccatore, il suo finale destino è la morte. Dio diede al perfetto Adamo l’ordine : “Del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare ; perché, nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai”. (Genesi 2:17) Adamo disubbidì a questo ordine di Dio e arrecò su se stesso e sulla sua discendenza la condanna di morte. Se il perfetto Adamo non avesse peccato, benché mortale avrebbe potuto vivere sulla terra per sempre trasmettendo la vita ai suoi figli. In Genesi 2:17 Dio parlò con molto vigore della sentenza di morte. Egli disse : “Per certo morrai”. Nulla indica che Dio intendesse far morire il peccatore Adamo solo in apparenza ma che la sua anima sarebbe vissuta per sempre. L’unica dichiarazione riportata dalla Bibbia secondo cui l’uomo disubbidiente non sarebbe morto affatto è in Genesi 3:4: “E il serpente disse alla donna : ‘No, non morrete affatto’ “. Si vede quindi che il serpente (il Diavolo) è colui che diede origine alla dottrina dell’immortalità innata delle anime umane. Questa è la principale dottrina che il Diavolo ha impiegato durante i secoli per ingannare il popolo e tenerlo nella schiavitù. Difatti, essa è la dottrina fondamentale della religione.
     Sapete voi che uomini e bestie fanno la stessa morte? Ecclesiaste 3:19, 20 dice : “Poiché la sorte de’ figliuoli degli uomini è la sorte delle bestie; agli uni e alle altre tocca la stessa sorte; come muore l’uno, così muore l’altra ; hanno tutti un medesimo soffio, e l’uomo non ha superiorità di sorta sulla bestia; poiché tutto è vanità. Tutti vanno in un medesimo luogo; tutti vengon dalla polvere, e tutti ritornano alla polvere”.
     Parlando della morte dell’uomo, Salmo 146:4 dice: “Il suo fiato se ne va, ed egli torna alla sua terra; in quel giorno periscono i suoi disegni”.
     Le Scritture mostrano così che il destino dell’uomo peccatore è la morte. Ma la Bibbia offre anche un raggio di speranza. Romani 6: 23 dice : “Il salario che il peccato paga è la morte, ma il dono che dà Dio è la vita eterna per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore”. (NW) In tal modo ci viene riassunta la vera speranza. Se un uomo si rivolge a Dio per mezzo di Gesù Cristo e mediante lui cerca la giustizia, quest’uomo può ottenere la vita eterna nel giusto nuovo mondo. — Sofonia 2: 3.
     La conclusione della Bibbia circa la domanda : Che cos’è l’uomo? è semplice e logica. Non vani insegnamenti filosofici di pagani! E al disopra d’ogni altra cosa, soltanto le Sacre Scritture offrono vera speranza a quelli che cercano Geova Dio e si sforzano di seguire le sue vie.