Annunziante il Regno di Geova
Annunziante il Regno di Geova
Venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo cosi in terra.
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Verità bibliche

 
CHE COSA DITE RIGUARDO AL MESSIA?
 
    Nel primo secolo dell’era cristiana, i Giudei che parlavano l’aramaico lo chiamarono “Ieshù Mshìhha”. I Giudei di lingua greca e i Gentili lo chiamarono “Iesus Messias” o “Gesù Cristo”. Sia nell’una che nell’altra lingua vuol dire “Gesù l’Unto”; e il nome Gesù o Ieshua è la forma abbreviata del nome ebraico Iehòshua, che significa Geova è il Salvatore. Che un Giudeo avente tale nome e titolo vivesse e insegnasse in Palestina nella prima metà del primo secolo è così pienamente accertato dalla storia che non occorrono qui ulteriori prove. Prendiamo ora gli autentici racconti scritti personalmente dai compagni di Gesù e dai loro amici per imparare intorno a lui alcuni particolari.
    La vita e l’insegnamento di questo Giudeo hanno influito sul corso di tutta la storia umana e sono ancora destinati a mutarlo nei prossimi mille anni. Prima di comparire sulla terra egli aveva già avuto un meraviglioso passato. Per conoscerne i fatti leggiamo le parole di un uomo ch’era stato il suo più accanito nemico ma che divenne un amico fedele e disse riguardo a se stesso : “Circonciso l’ottavo giorno, della stirpe d’Israele, della tribù di Beniamino, Ebreo nato da Ebrei; rispetto alla legge, Fariseo; rispetto allo zelo, persecutore della congregazione”. (Filippesi 3:5, 6, NW) In questa stessa lettera indirizzata ai Filippesi credenti, questo scrittore ebreo rivela qualche cosa del passato preumano di Gesù, dicendo : “Serbate in voi questa attitudine mentale che fu pure in Cristo Gesù, il quale, quantunque esistesse in forma di Dio, non considerò affatto la rapina, cioè, che dovesse essere uguale a Dio. No, ma egli annichilì se stesso e prese la forma di uno schiavo divenendo simile agli uomini. Inoltre, quando si trovò nella forma di un uomo, umiliò se stesso e divenne ubbidiente fino alla morte, sì, la morte su un palo di tortura. E per questa stessa ragione Iddio lo ha innalzato a una posizione superiore e gli ha benignamente dato il nome che è al disopra di ogni altro nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio di quelli che sono nel cielo e di quelli che sono sulla terra e di quelli che sono sotto la terra, e ogni lingua confessi apertamente che Gesù Cristo è il Signore alla gloria di Dio Padre”. —Filippesi 2:5-11, NW.
    Questi non era Geova Dio, ma esisteva “in forma di Dio”. Come? Era una persona spirituale, come “Dio è uno Spirito”; era un potente, benché non fosse onnipotente come è Geova Dio; ed egli esisteva prima che Dio facesse tutte le altre creature, perché fu il primo figlio che Geova Dio diede alla luce. Per questo si chiama “l’unigenito Figlio” di Dio, poiché nessuno fu con Dio quando generò il suo Figlio primogenito. Egli fu la prima creazione di Geova Dio. Così parla di se stesso, in Apocalisse (o nella Rivelazione) 3: 14: “Queste cose dice l’Amen, il testimone fedele e verace, il principio della creazione di Dio”. (NW) E in Colossesi 1: 15 si parla di lui come dell’” immagine dell’invisibile Iddio, il primogenito d’ogni creatura”. In tal modo è classificato fra le creazioni di Dio, essendone la prima e la più amata e favorita. Egli non è l’autore della creazione di Dio, ma, dopo che Dio l’ebbe creato quale suo Figlio primogenito, se ne servì come di un Aiutante per creare tutto il resto della creazione. Questo è affermato in Colossesi 1: 16-18 e in Giovanni 1: 1-3.
    Nel primo capitolo di Giovanni egli è chiamato la Parola di Dio, cioè il portavoce o oratore rappresentativo di Dio. Nel testo greco della Bibbia la Parola è Logos. Quindi potrebbe chiamarsi “la Parola o Logos”. Essendo un potente, avendo questo alto incarico di Logos ed essendo stato formato prima di tutte le altre creature, egli era un Dio, ma non il Dio Onnipotente, che è Geova. Questa distinzione è mostrata dalla traduzione del’Emphatic Diaglott in Giovanni 1:1-3, come segue : “Nel principio era il LOGOS, e il LOGOS era con Dio, e il LOGOS era Dio. Questi era nel principio con Dio. Per mezzo di lui fu fatta ogni cosa; e senza di lui nessuna cosa fu fatta, di ciò che è stato fatto”. In questa nostra citazione la differenza tipografica fra Dio e Dio è come si trova nel Diaglott. La traduzione interlineare del greco, parola per parola, rende nel Diaglott ancor più chiara la distinzione fra Geova, il “Dio”, e il Logos, un “Dio”, nel modo seguente : “In un principio era la Parola, e la Parola era con il Dio, e un dio era la Parola. Questi era in un principio con il Dio”. La Traduzione del Nuovo Mondo delle Scritture Greche Cristiane (pubblicata nel 1950) rende felicemente in inglese Giovanni 1 : 1, 2 In origine la Parola era, e la Parola era con Dio, e la Parola era un dio. Costui era in origine con Dio”. Quindi la Parola o Logos comparve molto prima che una successiva creatura di Dio facesse di se stesso un diavolo, divenendo, come è chiamato in 2 Corinzi 4: 4 (NW), “l’iddio di questo sistema di cose”.
    Glie Gesù Cristo avesse un’esistenza preumana lo afferma egli stesso, dicendo: “Che direste, dunque, se vedeste il Figlio dell’uomo ascendere dov’era prima!” (Giovanni 6: 62, NW) “Voi siete dei regni di sotto; io sono dei regni di sopra. . . . Prima che Abrahamo nascesse, io sono stato”. (Giovanni 8: 23, 58, NW) Nell’ultima preghiera che fece con i suoi discepoli Gesù disse a Dio: “Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l’opera che tu mi hai data da fare. Ed ora tu, Padre, glorificami presso te stesso della gloria che avevo presso di te avanti che il mondo fosse . . . io non sono più nel mondo, ma essi sono nel mondo e io vengo a te”. (Giovanni 17: 4-11, NW) Meno di due mesi dopo i suoi fedeli discepoli, i suoi testimoni, lo videro ascendere al cielo e scomparire quindi dalla loro vista. Dieci giorni più tardi, spargendo lo spirito di Dio, Gesù diede loro la prova di aver raggiunto la celestiale presenza del Padre di sopra. — Atti, capitoli 1 e 2.
    Prima di venire sulla terra, questo unigenito Figlio di Dio non si considerò uguale a Geova Dio; non pensò d’essere “uguale in potenza e gloria” all’Iddio Onnipotente; non seguì la condotta del Diavolo complottando o progettando di farsi simile o uguale all’Iddio Altissimo per derubare Dio e usurpare il posto di Dio. Al contrario, egli mostrò sottomissione a Dio suo Superiore umiliandosi sotto l’onnipotente mano divina, fino all’estremo limite, vale a dire fino alla morte più disonorante su un palo di tortura. Come dice Filippesi 2:5-8: “Cristo Gesù, il quale, benché fosse in forma di Dio, non meditò l’usurpazione d’esser simile a Dio, ma spogliò se stesso, prendendo la forma di uno schiavo, essendo stato fatto a somiglianza degli uomini; ed essendo nella condizione d’un uomo, umiliò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte, e alla morte della croce”.
    Gesù interrogò i Giudei sulla discendenza del Messia, dicendo : “Che vi pare del Cristo? Di chi è figlio?” I suoi nemici ammisero da quale linea genealogica il Messia doveva venire, dicendo : “Di David”. (Matteo 22: 41, 42, Ti) Infatti, quando il Figlio di Dio venne sulla terra nacque nella linea genealogica di Davide, poiché la sua vergine madre Maria era una discendente di Davide. Giuseppe, con cui la giovane era fidanzata, era pure un discendente di Davide, ma prima che Maria si unisse con lui, l’angelo di Dio le annunciò che sarebbe divenuta madre, dicendo : “Concepirai nel tuo seno e partorirai un figlio, e gli metterai nome Gesù. . . . Spirito santo verrà sopra di te, e la potenza dell’Altissimo ti adombrerà. Per questa ragione ancora ciò che è generato si chiamerà santo, Figlio di Dio”. — Luca 1: 30-35, NW.
    L’angelo disse che il figlio di Maria si sarebbe chiamato “Figlio di Dio”. Perciò è un blasfemo errore chiamar lei “madre di Dio”. Il clero cattolico romano ha preso a prestito questo titolo dalla pagana Babilonia, dove Rea (Semiramide) o Venere era adorata come “madre degli dèi”. Gesù non si rivolse a Maria come alla “Madre Benedetta”. Come mostra il racconto della Bibbia, in ogni caso egli la chiamò “donna”. (Giovanni 2:4; 19:26; Matteo 12:46-50) E il suo apostolo Paolo scrive : “Quando il completo limite del tempo giunse, Iddio inviò suo Figlio, che fu partorito da una donna”. (Galati 4: 4, NW) Allorché la giovane donna concepì mediante il miracoloso potere di Dio Onnipotente, la vita del Figlio di Dio fu trasferita dal suo glorioso luogo presso Dio il Padre nel cielo ad un embrione umano.
    Maria concepì nella città di Nazaret in Galilea, ma, a causa del censimento decretato da Cesare, si trasferì a Betlemme in Giudea, dove il re Davide era nato circa undici secoli prima. Ivi Gesù nacque, verso il 1° ottobre del’anno 2 a. C. Questo avvenne secondo la profezia di Michea 5:1. Ai pastori giudei che in quella notte d'autunno erano nei campi l’angelo annunciò : “Oggi, nella città di Davide, vi è nato un Salvatore, che è Cristo il Signore”. Quindi comparve anche una moltitudine dell’esercito celeste che diceva : “Gloria a Dio nelle altezze di sopra, e pace sulla terra fra gli uomini di buona volontà”. (Luca 2: 8-14, NW; Ti) L’ottavo giorno fu circonciso come ogni normale bambino giudeo, e dopo il quarantesimo giorno Maria potè entrare nel tempio a Gerusalemme per presentarlo. Poi il bambino fu portato in Egitto per fuggire i sanguinari soldati del re Erode, ma dopo la morte di Erode tornò e fu condotto a Nazaret dove abitò e crebbe. Questo adempì un'altra profezia, che si legge in Osea 11: 1 : “Dall’Egitto, chiamai il mio figliuolo”. — Matteo 2: 13-23.
    La cugina della madre di Gesù sposò un sacerdote, Zaccaria, a cui generò un figlio, Giovanni cugino
di Gesù. Sei mesi prima che Gesù avesse trent’anni, Giovanni cominciò a predicare quale precursore di Gesù, battezzando in acqua quelli che seguivano la sua predicazione. Egli predicò esclusivamente ai Giudei, dicendo: “Ravvedetevi, poiché il regno dei cieli si è avvicinato”. Dopo questo annuncio del Regno Gesù andò da Giovanni, rivelando lo scopo principale per cui era venuto sulla terra, cioè per dare testimonianza al regno di Dio che vendicherà la supremazia e il santo nome di Geova Dio. Quando Gesù fu processato dinanzi al governatore Ponzio Pilato tre anni e mezzo dopo, disse : “Il mio regno non fa parte di questo mondo. . . . il mio regno non è di qui”. “Perciò Pilato gli disse : ‘Dunque, sei tu re?’ Gesù rispose : ‘Spetta a te dire ch’io son re. Per questo scopo io son nato e per questo scopo son venuto nel mondo, per recare testimonianza alla verità. Chi è per la verità ascolta la mia voce’”. (Giovanni 18: 36, 37, NW) Gesù fu unto per essere il Re messianico di questo regno di Dio. Quando?
    A trentanni Gesù andò da Giovanni Battista per farsi immergere in acqua. Dopo che Giovanni l’aveva tuffato nel fiume Giordano e Gesù era uscito dall’acqua, “il cielo si aprì e lo spirito santo scese su di lui in forma corporea come una colomba, e venne una voce dal cielo : ‘Tu sei mio Figlio, il diletto ; io ti ho approvato’ “. (Luca 3: 21-23, NW) Col battesimo in acqua Gesù aveva mostrato di sottomettersi per fare la volontà di Dio; ed ora Dio lo consacrò con lo spirito santo. Riconoscendolo quale Figlio diletto, Dio generò Gesù perché fosse di nuovo suo Figlio spirituale anziché un Figlio umano. Diffondendo sul battezzato Gesù lo spirito santo, Dio lo unse col suo spirito perché divenisse il Re del regno che aveva promesso da lungo tempo. Essendo così unto con lo spirito Gesù divenne il Messia, o Mashìahh o Cristo, parole che significano “Unto”. In tal modo egli divenne effettivamente Gesù Cristo, o Gesù l’Unto. Il suo discepolo giudeo Pietro dichiarò : “Gesù che era di Nazaret, come Iddio lo ha unto di spirito santo e di potenza”. — Atti 10: 38, NW.
    Dopo aver trascorso quaranta giorni nel deserto, dove aveva respinte le tentazioni del Diavolo, Gesù tornò nella località di Giovanni, per mettersi in relazione con i suoi primi discepoli. Vedendo Gesù che si avvicinava, Giovanni disse ai suoi ascoltatori : “Ecco, l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo!” (Giovanni 1:29, 36, NW) Giovanni rivelò così lo scopo secondario per cui il Figlio di Dio venne sulla terra, cioè, per morire come sacrificio santo a Geova Dio in modo da cancellare i peccati dei credenti liberandoli dalla condanna della morte, affinché ottengano la vita eterna nel giusto nuovo mondo che Dio ha promesso di creare. Gesù era idoneo per fornire tale sacrificio di riscatto. Essendo stata la sua perfetta e innocente vita dal cielo trasferita nel seno di una vergine Giudea, Gesù nacque come umano perfetto e crebbe fino a divenire un uomo perfetto, assolutamente senza peccato, innocente, incontaminato. (Ebrei 7: 26) Perciò, quando si presentò per dedicarsi a fare in tutto la volontà di Dio, Geova Dio ne accettò il sacrificio di Redentore del genere umano. Poiché Gesù era dunque costretto a deporre per sempre in sacrificio la sua umanità, Dio lo generò col suo spirito onde divenisse nuovamente un Figlio spirituale di Dio. Perciò Gesù disse: “Il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua anima come riscatto in cambio di molti”. (Matteo 20: 28, NW)Quindi depose la sua vita umana per sempre.
    Tornato a Nazaret, l’unto Gesù parlò nella sinagoga. Ivi applicò a se stesso la profezia di Isaia 61:1,2. Egli confessò d’essere stato unto con lo spirito di Dio per predicare la buona notizia o evangelo ai mansueti che cercavano di liberarsi dalla schiavitù del peccato e degli errori religiosi. (Luca 4:16-21) Poi predicò “Il regno dei cieli si è avvicinato” per lungo e per largo nel paese della Giudea, della Galilea e della Transgiordania. Egli radunò intorno a sé dodici apostoli ed altri discepoli, che ammaestrò nella predicazione del regno dei cieli per cui era stato unto. Smascherò tradizioni ed errori religiosi e predicò la verità per rendere liberi gli uomini. Questo lo mise in conflitto con i rabbini, i sacerdoti e i capi settari, che cercarono di ucciderlo. Nel tempo della pasqua del 33 d. C., con l’aiuto dell’apostolo traditore Giuda Iscariota, presero Gesù, gli fecero un processo da burla, lo consegnarono ai Gentili perché fosse processato da Ponzio Pilato e da Erode Antipa e poi impedirono la sua liberazione istigando il traviato popolo giudeo a chiedere che Gesù fosse appeso ad un palo di tortura come un sedizioso violatore della legge e un bestemmiatore. Egli morì ubbidendo a Dio, senza rinunciare al regno di Dio.
    Dopo essere stato per tre giorni morto nella tomba il suo immortale Padre Geova Dio lo risuscitò dai morti, non come Figlio umano, ma come potente e immortale Figlio spirituale, con ogni potere in cielo e sulla terra sotto l’Iddio Altissimo. Il testimone giudeo Pietro dice: “Essendo egli messo a morte nella carne, ma reso vivente nello spirito”'. (1 Pietro 3:18, NW; Ma) Poi per quaranta giorni si materializzò, come avevano fatto degli angeli prima di lui, per mostrare ai suoi discepoli che sarebbero stati testimoni ch’egli era vivente. Quindi ascese al cielo e comparve alla presenza di Dio col valore del suo sacrificio umano in qualità di Sommo Sacerdote di Dio, che lo accettò a favore di tutti quelli che avrebbero creduto in lui. — Ebrei 9: 11, 23, 24; 10:12, 13.
    Se Gesù fosse stato “uguale in potenza e gloria” al Supremo, Geova Dio non avrebbe potuto innalzare suo Figlio più in alto di quanto non fosse nel suo stato preumano. Ma ora Gesù è costituito Capo dell’organizzazione capitale dell’intero universo sotto Geova Dio. L’apostolo Pietro dice : “Mediante la risurrezione di Gesù Cristo. Egli è alla destra di Dio, poiché se ne andò al cielo, e angeli e autorità e potenze gli furono assoggettati”. (1 Pietro 3: 21, 22, NW) Questo dimostra che Gesù non se ne andò in cielo col corpo umano per essere eternamente un uomo nel cielo. Se avesse fatto ciò, sarebbe rimasto per sempre inferiore agli angeli. Poiché divenne uomo, “vediamo Gesù, che è stato fatto un poco inferiore agli angeli, coronato di gloria e di onore a motivo della morte subita”. (Ebrei 2: 6-9, NW) Dio non stabilì che Gesù fosse in tal modo umiliato per sempre restando un carnale uomo in eterno. No, ma dopo che ebbe sacrificata la sua perfetta umanità, Dio lo risuscitò alla vita immortale come gloriosa creatura spirituale. Egli lo esaltò al disopra di tutti gli angeli e le altre parti dell’organizzazione universale di Dio, perché fosse il più alto dopo di lui, l’Iddio Altissimo. Ciò che Gesù compie in questa esaltata posizione sarà esposto nei capitoli seguenti.